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INSIEME

INSIEME

Siamo all'inizio del 2021 e all'orizzonte intravediamo un raggio di speranza. È passato un anno che nessuno potrà dimenticare e se c'è una cosa che ci ha fatto capire è che solo rimanendo uniti possiamo superare gli ostacoli per il bene di tutti
di

Daniele Bresciani

A Maranello rimaniamo uniti perché, come diceva il nostro fondatore, la forza di Ferrari è, prima di tutto, la sua gente. Nei mesi più bui abbiamo tenuto fede a valori come “famiglia”, “rispetto” e “solidarietà”.

Qui, in questa galleria fotografica, la presenza di persone di tutti i reparti Ferrari dimostra questi solidi principi. Hanno vissuto alti e bassi, speranze e paure, ma soprattutto mostrano sul volto la forza insita in ognuno di noi.

Una forza che ha creato nuove routine, scardinandone di vecchie. Una forza che ha trovato un nuovo equilibrio in un momento in cui veniva eroso il nostro senso di stabilità. Una forza che ha permesso alle persone che lavorano in Ferrari e che la rendono unica, di rimanere in piedi e unirsi in un legame indissolubile.

Come sempre accade quando un evento sconvolge la nostra vita - e in questo caso la vita del nostro pianeta - qualcosa ci rimane dentro. Sebbene ferito da una parola nefasta di cinque lettere e due cifre, il 2020 ha rafforzato valori, sentimenti ed elementi che forse avevano bisogno di essere riscoperti, come la famiglia, la solidarietà, la responsabilità. E ha ristabilito il vero significato di una parola in particolare: “noi”.

È il senso di queste immagini. Nei volti dei nostri colleghi in Ferrari è evidente l’orgoglio di appartenere a un’azienda unica e straordinaria. Un’azienda che in questo anno difficile si è distinta per l’attenzione dimostrata verso i propri dipendenti, verso la regione di cui si sente orgogliosamente parte e verso le persone più in difficoltà.

Dietro le quinte del servizio fotografico di Maki Galimberti nello studio allestito in una sala adiacente al ristorante aziendale 'Il Podio'
Dietro le quinte del servizio fotografico di Maki Galimberti nello studio allestito in una sala adiacente al ristorante aziendale 'Il Podio'

Con l’esplosione del virus, Ferrari si è trovata costretta, per tutelare la salute dei propri lavoratori, a una sospensione della produzione senza precedenti e all’introduzione dello smart working per le attività che potevano essere svolte in quella modalità. Lo stabilimento non è mai stato abbandonato ed è stata sempre assicurata la presenza di personale. I nostri colleghi addetti alla manutenzione avevano il delicato compito di garantire che tutto fosse in ordine per quando la produzione sarebbe ricominciata.

Contemporaneamente, proprio perché chi lavora in Ferrari sa bene di trovarsi in un ambiente privilegiato, sono iniziate le donazioni spontanee che sarebbero continuate nel corso dei mesi; da quelle della famiglia Agnelli a quelle del Senior Management Team, oltre ad altre organizzate dai dipendenti e dai clienti.

La raccolta di fondi ha permesso di aiutare ospedali, scuole e persone bisognose e di fornire computer, attrezzature mediche e materiali sanitari. Rientrano in questo impegno anche la produzione di valvole per respiratori e il ventilatore polmonare F15 progettato dalla Scuderia Ferrari in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

In aprile è partito il progetto “Back on Track”, con l’obiettivo prioritario di occuparsi della salute dei dipendenti una volta ripresa la produzione.. Giudicato un esempio da seguire, è stato riconosciuto dai media come l’ultima “eccellenza Ferrari”. Attualmente si trova nella sua seconda fase e prevede uno screening con esami del sangue per i dipendenti e le loro famiglie.

Dopo un anno tra i più difficili di sempre per il pianeta, abbiamo voluto ricordare le cose buone che sono state realizzate a Maranello, sia all’interno che all’esterno. Tutto quello che abbiamo passato ci ha aiutato a capire chi, e cosa, siamo veramente.

Noi.

Oggi.

Ferrari.

Ferrari