Persone

Il Maestro

Il Maestro

Sono 40 anni dalla prima nomination all'oscar (1979) di Ennio Morricone per la colonna sonora de I giorni del cielo di Terrence Malick. Alla vigilia della notte degli Oscar riprendiamo l'intervista di Nick Mason al grande compositore, vincitore nel 2016 con la colonna sonora "The hateful eight"
di

Nick Mason & Jason Barlow

Non c'è abbastanza spazio per elencare tutte le opere del grande Ennio Morricone. Ha scritto 500 composizioni per il cinema e la televisione, ognuna delle quali contiene a sua volta innumerevoli sezioni che fanno da colonna sonora a determinate scene, evocando stati d'animo diversi. Ci sono poi i lavori di musica contemporanea, le canzoni pop, un inno per la Coppa del Mondo FIFA, arrangiamenti e brani jazz. È forse l'autore più prolifico nella storia della musica.

 

Nick Mason: Vorrei dire innanzitutto che i Pink Floyd hanno scritto tre colonne sonore di film...

Ennio Morricone: [sorride] Ci sono molti musicisti e cantautori che scrivono colonne sonore per i film, a volte per caso. Il lavoro di un compositore per il cinema come me è quello di scrivere musica destinata al film. È qualcosa di completamente diverso. Detto questo, non voglio sminuire l'importanza della musica che avete composto per i film; se vi è stato chiesto di farlo è perché il regista voleva nel film la vostra personalità. 

 

Morricone durante l'intervista con Nick Mason<em> Foto: Alex Lake</em>
Morricone durante l'intervista con Nick Mason Foto: Alex Lake

NM: Ha mai avuto momenti difficili con i registi durante il processo creativo?

EM: Ho avuto momenti difficili con quasi tutti i registi con cui ho lavorato. È questo più o meno quello che succede se sei un compositore di musiche da film! Dopo l'incontro con il regista, proponi le tue idee, dopo aver studiato a lungo la sceneggiatura. Il regista può dire "sì", ma farà alcune controproposte. A volte sono rimasto scioccato e scandalizzato perché erano lontanissime dal mio punto di vista. Ma un buon esercizio per capire come funzionavano le cose è stato trovare nelle proposte del regista qualcosa che potesse appartenermi, a cui forse non avevo pensato, che potevo sfruttare per mettere in luce la mia personalità. 

Morricone dirige l'Orchestra Roma Sinfonietta <em>Foto: Getty Images</em>
Morricone dirige l'Orchestra Roma Sinfonietta Foto: Getty Images

THE OFFICIAL FERRARI MAGAZINE: Bernardo Bertolucci ha detto una volta che la sua musica quasi si vede. Come fa ad ottenere questo risultato?

EM: Queste sono le parole di Bertolucci, non so se è effettivamente così. Ma quello che so è che ognuno sente e prova cose diverse. La musica si limita a sostenere e a rafforzare le sensazioni che il regista vuole trasmettere. La musica nel film non è mai da sola, è sempre in simbiosi con le immagini.

 

NM: Penso sia più di questo. Se si separano i due elementi, perdono valore. Ma la loro combinazione è estremamente potente.

EM: Se si ascolta la musica che scrivo per il cinema, si capisce che ha una sua autonomia, è indipendente e con una propria personalità. Ma se si ascolta nel contesto del film, c'è una sorta di scambio reciproco. La musica dà qualcosa alle immagini e le immagini restituiscono qualcosa alla musica. Fondamentale è la forza intrinseca della mia musica, il suo essere una creazione autonoma. 

 

TOFM: Lei poi compone alla scrivania invece che al pianoforte…

EM: È abbastanza normale. Molti compositori lavorano così. Se un compositore deve suonare il piano per capire che effetto farà la musica, allora è un dilettante. Un vero compositore sente la sua musica semplicemente scrivendola sulla carta. Se hai bisogno di sentirla per capire come sarà, beh ... Non sono io. Tutti i compositori lavorano così - non sono certo un fenomeno in questo senso.

 

NM: Sempre più persone usano il computer per notare la musica mentre la suonano. Ci ha mai provato?

EM: No. La musica va scritta in modo classico, con una matita sulla carta! Con un computer, si può vedere solo una piccola porzione della partitura. Per quanto mi riguarda, scrivere su una pagina grande mi aiuta a pensare in modalità grande schermo, a scrivere in grande prima di dividere le varie parti. Con molto spazio mi vengono molte idee. Per questo non potrei mai usare un computer.

Morricone sul palco della 02 Arena di Londra <em>Foto: Getty Images</em>
Morricone sul palco della 02 Arena di Londra Foto: Getty Images

TOFM: Ha mai sentito un V12 Ferrari a pieni giri? C'è una qualità armonica in un motore a 6 e a 12 cilindri.

EM: Temo di non capire la differenza! [Emette un suono ruggente] Il ritmo è la ripetizione di qualcosa. Il suono di un motore può avere un timbro ma non credo ci sia un ritmo, in quanto tale.

 

NM: Dirigerebbe mai un film?

EM: A dire il vero, qualcuno me lo ha chiesto una volta. Ma no, non lo farei mai.

Ferrari