Passione

La prima vittoria alla Mille Miglia

La prima vittoria alla Mille Miglia

Nuvolari si aggiudica l'edizione del 1933 sull'Alfa Romeo 8C 2300

Enzo Ferrari definì così la Mille Miglia: “Museo viaggiante unico al mondo” proprio per le caratteristiche delle auto, autentici gioielli, e per i luoghi e gli scenari paesaggistici offerti dal lungo percorso di gara da disputare interamente in Italia. La Ferrari avrebbe poi vinto l’ultima edizione competitiva di quella corsa, nel 1957, con Piero Taruffi. Ma la Scuderia aveva iniziato a dominare già 24 anni prima.

Era il mese di maggio del 1933 quando quasi cento vetture si schierarono al via della gara che partiva da Brescia e si snodava attraverso la Pianura Padana e l’Appennino, arrivava fino a Roma e da lì faceva ritorno in Lombardia. Due ali di folla festanti applaudirono le vetture nel centro della cosiddetta Leonessa d’Italia. Nemmeno il tempo di gridare il nome di Tazio Nuvolari, Baconin Borzacchini o Luigi Scarfiotti, padre di Ludovico, che le vetture avevano già lasciato la città alla volta di Cremona.

Nuvolari vince la Mille Miglia del 1930 al volante dell'Alfa Romeo 8C 2300, con un vantaggio di 27 minuti su Castelbarco, che guidava lo stesso modello
Nuvolari vince la Mille Miglia del 1930 al volante dell'Alfa Romeo 8C 2300, con un vantaggio di 27 minuti su Castelbarco, che guidava lo stesso modello

Il primo punto di controllo era a Bologna, per cui la prima parte di gara scivolò via a velocità folli su lunghi stradoni dritti caratterizzati da lunghe file di pioppi, olmi e pioppi. Villaggi e cittadine vennero attraversati dalle vetture a oltre 200 km/h. Borzacchini, alla media record di oltre 160 km/h, arrivò all’ombra delle due torri davanti a tutti, mettendo un certo margine tra sé e gli inseguitori tra cui i compagni di squadra Tazio Nuvolari e Piero Taruffi.

Borzacchini arrivò in testa anche a Roma continuando a viaggiare a ritmi da primato e aumentando il proprio vantaggio su Nuvolari, che aveva con sé in macchina il meccanico Decimo Compagnoni. Al contrario, uno dei potenziali favoriti, il tedesco Manfred Von Brauchitsch, con la Mercedes, soffrì le pene dell’inferno con le gomme, forando tre volte in meno di cinquanta chilometri e decidendo, a Roma, di gettare la spugna.

I concorrenti in gara incominciarono la risalita verso Brescia ma Borzacchini fu costretto al ritiro dalla rottura del motore della sua vettura. La leadership passava così a Nuvolari, con l’altra Alfa Romeo 8C 2300 della Scuderia Ferrari, che poteva contare su ben tredici minuti di vantaggio sulla vettura gemella di Carlo Castelbarco. Il Mantovano Volante prese tutte le cautele del caso al punto che si impose senza stabilire il nuovo record di media. Castelbarco nel frattempo aveva avuto dei contrattempi ed era finito a quasi 27 minuti di distacco pur mantenendo la piazza d’onore. Era la prima vittoria della Scuderia Ferrari alla Mille Miglia. La giornata da incorniciare per la squadra di Modena fu completata dal terzo posto di Piero Taruffi insieme al meccanico Lazzaro Pellegrini Quarantotti.

Ferrari