Corse

STRATEGIE VIRTUALI

STRATEGIE VIRTUALI

Un tempo strategie di gara e assetti erano affidati all'intuizione dei tecnici e alle prove in pista. Oggi grazie a sofisticatissimi simulatori le gare possono essere preparate nei minimi dettagli. Per scendere in pista praticamente pronti. Anche quando le condizioni sono totalmente inaspettate. Come nel caso della prossima 24 Ore di Le Mans

I piloti che affronteranno la 24 Ore di Le Mans che si correrà il prossimo weekend dovranno affidarsi più che mai per le loro prestazioni al lavoro fatto sul simulatore. Lo spostamento del tradizionale weekend di gara da giugno a settembre a causa della pandemia comporta cambiamenti significativi nelle strategie di corsa. “Il cambio di data”, spiega Giuliano Salvi, Track Operations & Technical Manager di Competizioni GT, “ha impatti importanti perché ci saranno almeno 3 ore e 40 minuti in più di buio, oltre a temperature più fresche e questo imporrà di mantenere sempre gli pneumatici nella giusta gamma di esercizio durante le fasi di gara. Grazie al lavoro nel simulatore cerchiamo di mettere a punto un assetto che ci consenta di raggiungere questo obiettivo”.

Il simulatore, insomma conferma in questo periodo, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua importanza fondamentale perché permette di provare e comparare diverse soluzioni di assetto o pneumatici, con temperature e condizioni meteorologiche differenti, senza bisogno di scendere in pista. Software sempre più complessi e hardware sempre più raffinati, stanno rapidamente riducendo le differenze tra la realtà e il mondo virtuale, a tutto vantaggio del lavoro di preparazione che così può permettere di lavorare solo sui dettagli o affinamenti minimi in pista.

Non a caso le Case automobilistiche investono notevoli risorse finanziarie, umane e tecniche nello sviluppo di sistemi sempre più tecnologici. Ferrari non è da meno e per la preparazione delle gare del FIA WEC o di grandi classiche dell’endurance come la 24 Ore di Spa o la 24 Ore di Daytona, si affida al simulatore. “È una vera e propria free practice zero”, spiega Ferdinando Cannizzo, Head of GT Racing Car Design and Development, “in cui race engineer, veicolisti, ingegneri e piloti preparano la gara. Partendo dai riscontri raccolti l’anno precedente mettiamo a punto l’assetto che riteniamo possa essere vincente”.

Il pilota GT Davide Rigon all'interno del simulatore
Il pilota GT Davide Rigon all'interno del simulatore

La raccolta di dati e lo sviluppo della piattaforma è fondamentale. “Il lavoro sul simulatore è un lavoro di sviluppo continuo”, illustra Mauro Barbieri, Vehicle performance, simulation and track engineering di Competizioni GT “sia per quanto riguarda i modelli che compongono la vettura, ossia gli pneumatici, il motore, l’aerodinamica, il cambio, sia per ciò che riguarda gli input e il feeling che vengono trasmessi al pilota tramite i movimenti della piattaforma o la resistenza dei pedali o del volante. Tutto il lavoro è mirato alla ricerca del massimo realismo perché maggiori sono le informazioni che riceve il pilota tramite il suo corpo, tanto più precisi saranno i feedback che sarà in grado di trasmettere agli ingegneri”.

Piloti e tecnici si incontrano per discutere i risultati dei test di guida dopo una sessione sul simulatore
Piloti e tecnici si incontrano per discutere i risultati dei test di guida dopo una sessione sul simulatore

Anche se i test in pista sono lo scenario preferito dai piloti, le ore passate sul simulatore sono ormai accettate e il loro valore riconosciuto. “I simulatori consentono a noi piloti di confrontare diversi setup assieme agli ingegneri di pista che ci seguono in tutte le sessioni”, spiega Alessandro Pier Guidi, campione del mondo FIA WEC 2017 e vincitore della scorsa 24 Ore di Le Mans. “Facciamo dei back-to-back tra i vari setup per capire quale sia la base migliore da utilizzare una volta in circuito, in maniera tale da ridurre i tempi per affinare l’assetto. I confronti sono potenzialmente infiniti e questo ci consente di definire con maggior precisione assetti e altri parametri della vettura”.

Il volante e il quadro dei comandi del simulatore sono gli stessi della "vera" vettura da corsa
Il volante e il quadro dei comandi del simulatore sono gli stessi della "vera" vettura da corsa

La possibilità di provare situazioni complesse tornerà decisamente utile per la 24 Ore di Le Mans come spiega ancora Giuliano Salvi “Proviamo anche quelle situazioni che ci aspettiamo possano verificarsi con maggiore frequenza rispetto a giugno, ossia le fasi di Full Course Yellow (quando a causa di un incidente su tutto il percorso non si può né superare né oltrepassare gli 80 kmh) durante la notte. Viste le temperature basse, gli pneumatici faticheranno di più a tornare nel loro range di funzionamento, pertanto stiamo mettendo a punto tutte le strategie per riportare le gomme alla temperatura ideale più in fretta”. 

Ferrari