Auto

Attraverso lo specchio

Attraverso lo specchio

In ogni edizione del TOFM viene pubblicato un racconto che ha come protagonista una Ferrari. Scritto da autori di fama internazionale, la loro fonte d'ispirazione è rappresentata dal design dell'auto, dai suoi colori o dalle caratteristiche tecniche. In questo numero lo scrittore tedesco di best-seller Wulf Dorn, noto per i suoi thriller psicologici, è affascinato da una SF90 Stradale nuova di zecca e dal suo cavallino rampante che, per caso, è rivolto nella direzione sbagliata...
di

Wulf Dorn

Eccomi qui, a bordo di questa sportiva straniera, a chiedermi se sono impazzito. Sulle ginocchia ho il taccuino su cui è scritta quella parola enigmatica, quella sottolineata più volte. È come se saltasse fuori dalla pagina: Loranello. No, non sono pazzo: sono posseduto. Il caso di questa persona scomparsa non mi dà pace. Finora, le mie indagini non hanno avuto esito. Nessun cadavere, nessun indizio. Come se Lorenzo Spotti si fosse dissolto nel nulla. Due settimane fa, i Carabinieri hanno trovato la sua auto abbandonata lungo una strada di campagna in mezzo al nulla. Ovviamente, i miei colleghi avevano notato subito la macchina. È una Ferrari, dopotutto. Chi lascerebbe una SF90 Stradale nuova di zecca sul ciglio della strada? Spotti deve avere avuto un motivo per farlo. Ma quale? Mio padre aveva una Ferrari, una Dino. La trattava con grande cura e rispetto, come se fosse un essere vivente. Non l’avrebbe mai lasciata in un posto del genere. Anzi, spesso mi diceva: “Puoi usare qualsiasi auto per arrivare a destinazione, ma solo una Ferrari può darti quella sensazione unica quando ti porta alla meta”. 

Dettagli delle soluzioni aerodinamiche innovative della SF90 Stradale  <em>Foto: Richard Pardon / Ferrari S.p.A.</em>
Dettagli delle soluzioni aerodinamiche innovative della SF90 Stradale Foto: Richard Pardon / Ferrari S.p.A.

Allora mi chiedo: dove aveva portato Spotti quel giorno la Stradale? Sul taccuino, trovato nel vano portaoggetti, più domande che risposte. Le parole “tu” e “vita” ricorrono con frequenza. Spotti ha, o aveva, 73 anni e, secondo il suo medico, non godeva di buona salute. Ma cosa diavolo significa la mappa che ha disegnato sulla prima pagina? Lo schizzo di Spotti riporta la strada di campagna dove è stata ritrovata la sua auto e, nello stesso punto, il nome di una località: Loranello. Ma quel luogo non esiste. Né lì né altrove. Un mistero non meno enigmatico del Cavallino Rampante sull’auto di Spotti: si impenna sulla destra invece che verso sinistra. Come se lo si vedesse allo specchio. Alla Ferrari mi hanno detto che non è possibile. Esiste un solo logo Ferrari, ed è noto in tutto il mondo. Eppure, il logo della Ferrari di Spotti è misteriosamente rovesciato. Se c’è qualcosa di buono in questo caso, è che mi toglie Chiara dalla testa. Mi manca da morire mia moglie. Avremmo potuto essere tanto felici insieme, se quel maledetto cancro non me l’avesse strappata due anni fa. Mi concentro di nuovo sull’auto e su Spotti. Sembrerà assurdo, ma penso di poter trovare la risposta alla sua scomparsa ripercorrendo il suo ultimo tragitto. Premo il pulsante di avviamento. Il motore elettrico prende subito vita. Delicatamente, quasi fluttuando, mi allontano dalla stazione di polizia, e mi immetto nel traffico. La mia specialissima auto ruba la scena, attirando gli sguardi dei passanti e degli altri automobilisti. Sono sguardi di desiderio, come se anche loro bramassero quella sensazione unica, quella di cui mi aveva parlato mio padre. Quella che sto provando io ora. Una sensazione che si può riassumere con parole come “lasciarsi andare” e “libertà”. Come se il mondo oltre la plancia potesse improvvisamente cambiare. 

Appena fuori città, comincio ad accelerare. Superati i 120 km/h, il motore elettrico cede il passo a un più potente ruggito. L’accelerazione mi spinge indietro sul sedile in pelle, e sento il battito accelerare. È successa la stessa cosa a Spotti? Ha provato anche lui questa sensazione speciale? Do un’occhiata allo schizzo sul taccuino. La strada da seguire porta alle montagne, l’ultimo tratto del suo percorso. Ho il vento tra i capelli, e sì, proprio come Lorenzo Spotti anch’io sto pensando alla giovinezza e alla vita. Come avrei voluto vivere questo momento con Chiara! La strada del passo sale sinuosa e il mondo sembra ormai lontano, anche se non mi pare affatto irreale. Conta solo questo preciso istante, la guida e il piacere della velocità. È come sognare. Alla fine raggiungo la strada sull’altopiano. Mancano pochi chilometri al punto in cui è stata ritrovata l’auto abbandonata. Il punto in cui Spotti ha scritto il nome di un luogo che non esiste. O forse sì? Ci sono delle case laggiù? Sì, e c’è anche il campanile di una chiesa, che si staglia nel cielo azzurro senza nuvole. Mi dirigo verso le case bianche, che brillano al sole, luminose e suggestive. E poi passo davanti al cartello della città: Loranello. 

V8 Turbo e motori elettrici si combinano per fornire 1000 cv - abbastanza per rendere la SF90 Stradale la Ferrari da strada più veloce mai realizzata  <em>Foto: Richard Pardon</em>
V8 Turbo e motori elettrici si combinano per fornire 1000 cv - abbastanza per rendere la SF90 Stradale la Ferrari da strada più veloce mai realizzata Foto: Richard Pardon

Oltrepasso prati fioriti, negozietti caratteristici e una trattoria. La gente mi saluta, sembra simpatica. Gente giovane, gentile. Nel verde risuonano le risate di bambini che giocano. Mi fermo sulla piazza lastricata di bianco, accanto alla fontana di marmo. Quando scendo dall’auto, alcune persone si girano per guardarmi. Sorridono, come se fossero contenti di vedermi. “Sei tu, allora”, dice una voce maschile da dietro. Mi giro e vedo il volto di un giovane sconosciuto. Ma nei suoi occhi c’è qualcosa di stranamente familiare. “Mi fa piacere che tu mi abbia trovato”, dice, con una stretta di mano: “Sono Lorenzo Spotti”. “Non è possibile”, rispondo. “Spotti è anziano”. “No, non lo è più”, dice sorridendo. “Siamo al di là dello specchio. In questo luogo si avverano i nostri sogni più reconditi. Anche il tuo”. Indica la piazza e il mio cuore esplode. Quella è Chiara! Splendida come la ricordo. Viene verso di me, piena di gioia. La mia mente è perplessa, ma il mio cuore non ha dubbi. Le vado incontro e la abbraccio. “Mi sei mancata tanto”, sussurro, tenendola stretta. “Mi hai ritrovata,” risponde. “Staremo insieme per sempre qui”. Lorenzo Spotti ha gli occhi che brillano. “Vedi, sta a noi realizzare i nostri sogni. Non dobbiamo far altro che mostrare al nostro cuore la strada giusta”. Chiara mi prende per mano. “Vieni”, dice, “andiamo a casa”. Seguendola, rivolgo ancora uno sguardo alla misteriosa Stradale, l’auto che mi ha portato qui. Mi chiedo chi troverà l’auto abbandonata sul ciglio della strada di campagna. Chissà, un giorno potremmo incontrarci qui. Dall’altra parte dello specchio. A Loranello.

 

L'autore

Lo scrittore tedesco Wulf Dorn è noto soprattutto per i suoi thriller psicologici e i suoi gialli (“La psichiatra”, “Phobia”). I suoi romanzi hanno venduto oltre tre milioni di copie e sono stati tradotti in varie lingue. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio francese Prix Polar per i romanzi polizieschi. Prima di diventare uno scrittore ha lavorato per vent’anni come psicoterapeuta. Il suo nuovo romanzo “21 - Dunkle Begleiter” sarà pubblicato in edizione inglese a giugno dalla casa editrice Random House con il titolo “Dark Companion”.

Ferrari