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La Ferrari più antica della Gran Bretagna star a Londra

La Ferrari più antica della Gran Bretagna star a Londra

Questa Ferrari 166 Inter è la più antica GT stradale del Regno Unito della Casa di Maranello
di

Richard Aucock

“Le Ferrari stradali sono tutte partite da qui”. Peter Holloway è un autentico fanatico della Ferrari, incredibilmente orgoglioso della sua bellissima 166 Inter. Lanciata nel 1948, fu la prima Ferrari Gran Turismo ad uso stradale, una coupé sviluppata per replicare su strada la crescente ascesa del marchio su circuito. All’epoca, Ferrari aveva già ottenuto molti prestigiosi successi nel mondo delle corse: era tempo di metterli a frutto nello sviluppo di una nuova sportiva stradale.

La 166 Inter è la Ferrari più antica della Gran Bretagna<br />
La 166 Inter è la Ferrari più antica della Gran Bretagna

Il motore – cuore di tutte le Ferrari – era un V12 da 2 litri di derivazione racing, aveva già dimostrato il proprio valore nel Motorsport e nelle gare di Formula Due. In versione stradale erogava 110 CV di potenza, sufficienti per una velocità massima di oltre 170 km/h: un risultato eccellente per la fine degli anni ’40. Il motore era abbinato ad un cambio a cinque rapporti. “Un’autentica rarità; molte auto da competizione avevano solo quattro marce. E questo non faceva che accrescere il fascino esotico dell’auto,” racconta Peter. La splendida carrozzeria era opera della Touring di Milano, il telaio della Ferrari di Maranello.

Abbiamo parlato con Peter in occasione del London Classic Car Show, dove ha esposto la sua vettura e l’ha guidata nelle corse showcase live. "L’ho comprata nel 2014 e non è mai rimasta ferma a lungo. Credo che le auto siano fatte per essere guidate: la strada fa loro bene e la mia non è certo una di quelle da tenere in garage. Con lei ho già viaggiato per l’Europa e si è dimostrata una compagna meravigliosa. Esperienza da ripetere anche quest’anno”. Un commissario di gara ci interrompe. Per Peter è nuovamente tempo di concedersi al pubblico. Salta a bordo della 166 Inter. La mette in moto lasciandosi alle spalle una nuvola di fumo e un rombo magnificamente acuto, e schizza via. Smartphone e telecamere nella hall sono tutti puntati su di lui. La Ferrari è la star.

Lasciamo che il pubblico si goda la 166 e ritorniamo da Peter più tardi. “Fa parte di una collezione, sai: adoro le Ferrari V12 con motore anteriore e cambio manuale: ne possiedo una per ogni epoca, dalla 166 Inter alla 575 Superamerica. Sono vetture incredibili, e io ho la fortuna di averne sette... e tutte hanno un qualche legame con la 166 Inter”. Quella di Peter è un’auto particolarmente speciale in quanto dotata del telaio numero 17S (con un numero di motore corrispondente). “La Ferrari assegnava alle auto da corsa numeri pari e alle stradali numeri dispari – il che significa che la mia è la nona Ferrari stradale mai costruita”.

È la Ferrari più antica della Gran Bretagna, ma Peter ci dice che non è per questo che ha la guida a destra. “La maggior parte dei circuiti dell’epoca erano in senso antiorario: sedersi a destra dava ai guidatori una migliore visuale in curva. Derivando da un’auto da corsa, è anch’essa dotata di guida a destra”. Per quanto riguarda il nome, dice Peter, si riferisce alle dimensioni del motore. “Il Tipo 166 aveva cilindri singoli e 166 cm³ di cilindrata, mentre il primo motore Tipo 125 solo 125 cm³”. La carrozzeria, ci racconta Peter, fu l’ultima ad essere realizzata dalla Touring; quelle successive della 166 Inter furono infatti affidate ad altri carrozzieri. “La mia è la sesta 166 Inter – le tre stradali precedenti erano 166 Sport”.

La firma Superleggera sul retro onora il famoso carrozziere dell'Inter<br />
La firma Superleggera sul retro onora il famoso carrozziere dell'Inter

Mentre parliamo, qualcuno del pubblico grida: “Bella macchina, amico!” Peter sorride, si avvicina e gli racconta un po’ della storia della Rossa. Spiega che non solo è una delle prime Ferrari, ma anche una delle più rare, con meno di 40 esemplari prodotti. Si allontanano raggianti. “La reazione di entusiasmo delle persone di fronte alla mia auto è sempre la stessa, ovunque io vada. Ecco perché non la lascio mai a lungo in garage. 70 anni, e mai sfiorata neanche l’idea che sia tempo di andare in pensione. E poi non ho il diritto di tenerla nascosta: è una vettura molto speciale e io ne sono solo il custode, il predestinato ad averne cura fino alla prossima fase della sua vita”.

È quasi ora di andarsene. Lo show sta per finire. Parliamo da ore. Peter mi sta ancora mostrando dei dettagli, sottolineando alcuni piccoli highlight che Harry, il videografo, non deve assolutamente lasciarsi sfuggire. Non avrei mai pensato di potermi avvicinare a un pezzo di storia della Ferrari così straordinario e toccarlo con mano. E nemmeno il pubblico che Peter riesce ad entusiasmare a ogni corsa. “Sarei potuto venire qui a Londra per l’inaugurazione lasciandola presso una tribuna per il resto dell’evento”, ci racconta. “Nemmeno per sogno: vengo qui tutti i giorni e ho in programma di partecipare al maggior numero di corse possibile”.

La storia di Ferrari è iniziata con questa 166 Inter e, a distanza di settant’anni, l’attuale proprietario sta facendo del suo meglio per rendere felice il maggior numero possibile di appassionati.

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