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10/05/2018

Javier Sotomayor, nuovi record in Ferrari

Javier Sotomayor, record mondiale nel salto in alto, in visita a Maranello

Se hai firmato un record mondiale che resta imbattuto dal 1993, hai molto da insegnare. Su come si diventa il numero uno al mondo, ad esempio. Eppure Javier Sotomayor, primatista con un leggendario salto in alto di 2,45 metri, sembra aver più voglia di imparare. In Italia per un serrato programma di incontri istituzionali, è riuscito a ritagliarsi una giornata per visitare gli stabilimenti di Maranello, spinto da un’attrazione che ha un inizio per molti sorprendente. “Sin da bambino ho sempre ammirato sulle strade di Cuba le auto del Cavallino Rampante, quelle importate prima del 1959 naturalmente. E sono ancora lì, in buone condizioni grazie ai meccanici straordinari dell’isola”, racconta. 

Da ragazzo, Javier Sotomayor ammirava le Ferrari classiche che giravano nella sua Cuba

“Per me guidare una Ferrari è un sogno, come il mio incontro con il Papa a Roma di qualche giorno fa”, aggiunge ridendo. Sotomayor ha chiesto di vedere le linee di produzione dove nascono le Ferrari e il reparto Classiche, ma è la Scuderia il principale oggetto delle sue curiosità: “Come si allenano i piloti di F1? Come funziona il simulatore?”. Inevitabili i ricordi e le similitudini con le sue esperienze d’atleta: “L’Olimpiade di Atlanta del 1996 fu segnata dal mio infortunio e non posso dimenticare quanto mi fu d’aiuto la tecnologia per recuperare mentalmente”.

Per il campione di salto in alto, guidare una Ferrari "è un sogno”

Oggi Sotomayor è Segretario Generale della Federación Cubana Atletismo ma soprattutto, al di là di ogni incarico, l’indiscusso ambasciatore dello sport cubano nel mondo. E il custode di grandi speranze: “Vorrei che l’atletica di Cuba tornasse ai livelli di 15 o 20 anni fa, quando il numero di campioni era 2 o 3 volte superiore a quello di oggi – spiega – Credo nei nostri giovani, il 70/80% della nostra selezione nazionale ha meno di 22 anni. Sono grandi talenti in grado di offrire risultati sempre più competitivi. Anche per una finale olimpica”.