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Auto
16/02/2018

Come nasce il V8 Ferrari

Un viaggio nella fabbrica di Maranello per seguire la nascita del motopropulsore più premiato di sempre

Il motore è l’anima e il cuore pulsante di una vettura. L’attuale V8 – che ha segnato il ritorno della Ferrari all’induzione forzata dopo un periodo di 30 anni - è uno dei più apprezzati propulsori che la Ferrari abbia mai creato. È stato insignito del primo posto assoluto al prestigioso premio Engine of the Year 2017, doppiando la vincita già ottenuta nel 2016, e ha vinto anche nella categoria Performance Engine.

 

Sono tre le realtà che hanno permesso di dare vita al motore: la Fonderia, il reparto Lavorazioni Meccaniche e il reparto Montaggio Motori.

 

Il processo inizia con il riscaldamento delle barre di alluminio fino al punto di fusione nella fornace. Questa materia prima viene utilizzata per il blocco cilindri, per il basamento, per le testate cilindri e per le sedi delle valvole. L’aria è permeata dall’odore del metallo surriscaldato ma la fonderia non è una rivisitazione del Tempio di Efesto. È piuttosto un luogo di luce, dove le attrezzature automatiche e le macchine hanno un ruolo importante. Anche la fusione della lega di alluminio, che avviene a 750°C, viene effettuata da un robot. Le “anime” in sabbia e resina all’interno della macchina di pressofusione servono ad evitare che l’alluminio si riversi in quantità eccessiva nella macchina stessa. Una volta rimosse, l’assenza delle anime lascia spazio al passaggio dei refrigeranti e a forme complesse. È difficile immaginare che questi oggetti siano tanto importanti per la realizzazione di un prodotto della potenza di 670 CV.

La lega di alluminio viene versata negli stampi  Foto: Christoffer Rudquist 

Ma questo è solo l’inizio: dopo il processo di ricottura e recupero, questi componenti passano alla zona delle Lavorazioni Meccaniche. In questo luogo, l’alluminio pressofuso cambia stato fino a trasformarsi in un motore nel momento in cui il blocco cilindri viene unito al basamento.

 

 

Nel frattempo, prendono forma gli alberi motore, la parte più importante di qualsiasi motore. La lavorazione, dal prodotto iniziale semifinito a quello finale, è un processo complesso. La prima fase è la lavorazione grossolana, prima del trattamento termico di recupero, dell’alesatura e della rettifica. Quindi ha luogo la fase di nitrurazione, che dura diversi giorni, seguita da un secondo processo di rettifica e da una fase di lappatura finale.

 

Complessivamente, per produrre ciascun albero motore sono necessari 25 giorni lavorativi.

 

Questa lavorazione coniuga competenze artistiche e industriali e in essa l’uomo lavora fianco a fianco con robot dal nome romantico, come Romeo e Giulietta, che applicano le sedi delle valvole sulle testate cilindri e installano le guide valvole.

Fase di preparazione e  montaggio dell'impianto di distribuzione Foto: Christoffer Rudquist

 

In alcune fasi, tuttavia, come la sbavatura (l’arrotondamento degli angoli vivi) e la finitura, il tocco umano è insostituibile. I collaboratori che effettuano queste attività sono diplomati della Scuola dei Mestieri Ferrari, un corso di formazione interno che porta al conseguimento di un diploma.

 

Grazie alle loro capacità sono stati in grado di risolvere un problema con la piastra di sigillatura, un componente importante dei motori turbo. Durante l’attività di sviluppo del motore V8, alcuni consulenti specialisti nel settore dei motori turbo erano giunti alla conclusione che l’unico modo per superare determinati problemi era ridurre le prestazioni. Dopo aver lavorato senza orari sette giorni su sette, gli esperti della Ferrari riuscirono a raggiungere la necessaria affidabilità senza sacrificare neanche un cavallo vapore.   

Il montaggio del turbo  Foto: Christoffer  Rudquist

Nel reparto Montaggio tutti i componenti, dal blocco cilindri alle testate, dagli alberi motore alle valvole, tutto è pronto sui banchi di lavoro e il V8 si sposta automaticamente da una posizione all’altra mentre il personale addetto completa le varie fasi di lavorazione. Da qui il motore si sposta su un grande carrello che viaggia su un binario tra le diverse stazioni di montaggio. Vengono aggiunti migliaia di particolari, le catene di distribuzione, il corpo esterno che protegge gli organi di distribuzione e l’impianto elettrico. Successivamente si passa alla stazione di completamento, dove vengono montate le turbine biturbo prima che il motore sia inviato al banco prova.

Il V8 Ferrari completo, un capolavoro di tecnologia  Foto: Christoffer Rudquist 

Dopo il completamento del primo ciclo di prove, viene aggiunta la trasmissione e si effettuano gli ultimi controlli di verifica. Il motore è pronto per giungere alla zona Carrozzeria, dove avviene l’incontro tra corpo e “anima” Ferrari. Qui inizia un’altra storia.