Per fortuna noi non lo sappiamo

Per fortuna noi non lo sappiamo

Dal matriarcato alla mortificazione, fino al suo ritorno da protagonista, la donna è sempre stata la colonna vertebrale dell’umanità. In un mondo che cambia e che ha bisogno di visione e pragmatismo, potrà essere proprio lei a indicare la strada per un futuro meno incerto rispetto a quello che ci si presenta oggi.

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Automobile, in italiano, è femminile: la automobile. Più di una volta mi ero chiesto perché un mezzo così dinamico, potente e perfino aggressivo, si pensi alle corse, fosse di genere femminile. E’ però dovuto arrivare il numero del Ferrari Magazine dedicato alle donne perchè lo capissi. E perché capissi, di conseguenza, perché le automobili italiane, e la Ferrari sopra ogni altra, siano così speciali ed uniche.
Già. La risposta è proprio lì, nel genere femminile. Una Ferrari pensata al femminile è bella. Non che la bellezza sia prerogativa delle donne, ma senza ombra di dubbio le donne fanno della bellezza una loro arma naturale. Le donne sanno sedurre l’uomo, lo sanno attrarre elaborando il loro fascino attraverso il make-up, le acconciature, l’abbigliamento. Se tra gli animali in genere tocca al maschio avere il piumaggio più bello o la criniera più folta, per l’uomo è l’opposto: la donna si agghinda alla perfezione o, semplicemente, usa la propria intelligenza ed il proprio fascino naturale, ed è l’uomo a rimanere felice vittima di questa specialissima arte femminile. A pensarci, non cambia nulla rispetto agli animali: anche nel loro caso è la femmina a scegliere quello che sa apparire più bello, forte e coraggioso. Lui fa la ruota e lei, concedendosi, non fa altro che sceglierlo.
E nel caso dell’uomo? Idem: lei zitta zitta se lo sceglie, poi affila le armi e mette in campo la sua seduzione fingendo di lasciarsi conquistare, magari con difficoltà. Illusione ragazzi: ha fatto tutto lei, o quasi, lasciandoci l’illusione di essere irresistibili tombeurs de femmes.
Pensandoci bene, non è stato esattamente così anche il giorno dell’acquisto dell’ultima Ferrari? Lei bella e apparentemente inarrivabile. Lui prima combattuto e poi totalmente vinto dalla seduzione di quella automobile che, ricordiamolo, in italiano è magicamente femmina.
Restiamo alla Ferrari. Bella, abbiamo visto, ma anche straordinariamente prestazionale. Riflettiamoci un attimo, noi maschietti. La capacità della donna di rispondere alle situazioni più diverse è fatalmente superiore alla nostra. Inutile illudersi di una superiorità derivante dal fatto che i nostri antenati partivano con arco e frecce per cacciare la selvaggina per la famiglia, mentre la donna la famiglia la faceva, mettendo al mondo i figli e crescendoli. Pensate se capitasse a noi uomini di dover fare figli, allevarli, occuparci della casa e, magari, lavorare anche: se capitasse a noi avremmo bisogno del pronto intervento di due assistenti personali, un infermiere e, certamente, un bravo psicologo. E non è finita lì: la donna ha una capacità di adattarsi alle circostanze ben superiore a quella di noi uomini. In tutto, a partire dall’amore. Prendiamo sempre l’esempio della Ferrari per fare il parallelo con l’amore, inteso come rapporto, per essere chiari. Le sue prestazioni assolute sono scritte sulla documentazione che ci viene data all’acquisto. Poi tocca al pilota saperla portare in pista ottenendo i tempi migliori. Chi sarà bravo al volante avrà moltissimo dalla sua Ferrari. Chi sarà scarso avrà dalla sua Ferrari quello che lui sa chiederle. Non è la Ferrari ad andare più piano, ma il pilota a non farla andare forte. E la Ferrari, in italiano, è al femminile, esattamente come le donne. Conclusione? Ogni donna è una Ferrari, a noi essere bravi piloti!
Aella, Antiope, Clodia erano amazzoni, donne coraggiose e guerriere, cioè. Abbiamo voluto simboleggiare proprio le amazzoni con l’immagine di copertina. Simboleggiare quella donna guerriera, col suo arco pronto a scoccare la freccia verso un bersaglio sempre perfettamente definito. La donna, infatti, solo negli ultimi decenni ha saputo ritrovare quell’autonomia, quel coraggio e quel orgoglio che per secoli e secoli erano stati fortemente repressi. Siamo nella civiltà del web e nella prima fase di una rivoluzione che ci sta portando verso confini che difficilmente possiamo definire. Una cosa è certa: questa inarrestabile crescita tecnologica unita a quella demografica, è destinata a mettere in seria difficoltà l’equilibrio del nostro pianeta. Occorre un modo più meditato e serio per affrontare il nostro futuro. Non è più tempo della continua, cruenta sfida tanto familiare ai maschi. E’ tempo che ritornino le amazzoni nel ruolo di vigili guerriere di uno stile di vita equilibrato ed empatico. Uno stile di vita che il DNA femminile racchiude. Grazie genere femminile per ciò che fate e per ciò che farete. Ferrari inclusa.

Ferrari Tribute to Targa Florio.
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Da non perdere.

Dopo il successo del 2011, torna la straordinaria esperienza della Targa Florio. Un privilegio per chi possiede una Ferrari.

Sarà dal 10 al 14 ottobre la rievocazione della celebre corsa siciliana della Targa Florio. Il Ferrari Tribute to Targa florio, aperto ad ogni modello di Ferrari, classico o contemporaneo, aprirà anche quest’anno le partenze e sarà l’occasione per scoprire, in una gara avvincente con prove cronometrate di regolarità nei punti più belli e sconosciuti dell’Isola, la magia di questa corse unica. La gara si svolge su tre giorni: la prima tappa ha come punto centrale la classica partenza della Targa, alla tribuna di Cerda, per svilupparsi su un’ampia parte del percorso classico. Lasciato questo, nei due giorni successivi, si seguiranno strade spettacolari ed impegnative usate in passato per il Giro di Sicilia. Tra queste la salita al vulcano Etna, particolarmente suggestiva e le prove speciali sul Circuito di Pergusa. Tutte le informazioni per l’iscrizione e per la logistica delle vetture che possono essere trasportate sul posto, a ferraritribute-targaflorio.com. Arrivederci in Sicilia

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