Lavorare insieme

Luca di Montezemolo poses with the LaFerrari

Da sempre Luca di Montezemolo chiede alle persone Ferrari di raggiungere il massimo lavorando in team. E lui è il primo a darne l’esempio

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Vuoi perché un presidente lo si immagina protetto da severe segretarie e meticolosi assistenti, vuoi perché quando appare il suo ruolo è quello formale di rappresentante dell’Azienda, sia che si presenti alle corse o ad un evento riservato a clienti e giornalisti, quella che è una vera giornata di lavoro di Luca di Montezemolo a Maranello rimane per tutti un mistero.
Gli abbiamo chiesto di poterlo seguire, in un giorno come un altro, che vuol dire in un giorno di solo lavoro e in queste pagine possiamo documentare l’esperienza.

E’ lunedì, la giornata è piovosa, quando Montezemolo arriva con la sua Jeep bianca. La macchina ai piedi delle scale della palazzina di direzione, è il segnale che è in Azienda e che la giornata sarà impegnativa per molti. Già, perché una cosa che si deve sapere, è che a Maranello chi è ai comandi – Montezemolo oggi – esattamente come aveva insegnato Enzo Ferrari ai suoi tempi, deve occuparsi di tutto. Detto così sembra un assurdo. Anzi, sembra una cosa completamente sbagliata. E invece è la chiave vera del successo della Ferrari.

Da noi una decisione presa il mattino, deve diventare realtà già nel pomeriggio
Con occuparsi di tutto non si intende fare tutto: sono gli ingegneri a progettare le macchine, sia quelle da strada che le monoposto, sono i responsabili dei vari settori a sviluppare il lavoro che ha reso la Ferrari celebre ovunque. Con una differenza, però, rispetto agli altri costruttori: la Ferrari è un’azienda tutto sommato piccola, che vuole fare poche macchine specialissime, un’azienda dove i livelli gerarchici sono pochissimi e dove si lavora sullo slancio di una passione che richiede energia sempre nuova. Rispetto ad un grande costruttore che potremmo identificare come una nave dove per la decisione e l’attuazione di una virata, occorrono molti minuti e molte miglia, la Ferrari può essere immaginata come una barca da regata dove, quando lo skipper chiama il bordo, tutti reagiscono all’istante garantendo l’immediatezza della virata. “Da noi una decisione presa il mattino, deve diventare realtà già nel pomeriggio” ama dire il Presidente. E non si può dire che non sia vero.

La segreteria ci informa che è nel suo ufficio per dare disposizioni sull’agenda e fare alcune telefonate urgenti. Poi andrà in modelleria, che è l’area segreta dove il Centro Stile Ferrari sviluppa i nuovi modelli. Appuntamento là.
Quando arriva, ad aspettarlo ci sono sia l’Amministratore delegato, Amedeo Felisa, che ingegneri e responsabili del marketing. Ovviamente ad attenderlo il direttore di Ferrari Design, Flavio Manzoni. I temi sono due: scegliere colori ed equipaggiamenti dei modelli destinati al prossimo Salone di Ginevra e discutere di alcune soluzioni stilistiche proposte per futuri modelli.
Il bello, per uno spettatore, è vedere come queste decisioni mescolino il pragmatismo di dati e fatti, con la sensibilità dei presenti. Le auto di Ginevra sono battezzate. Le soluzioni stilistiche da rivedere.


Quando usciamo ci accorgiamo che il Presidente guida personalmente una FF. Deve recarsi allo showroom per incontrare un celebre cliente e collezionista che ha appena scelto la personalizzazione della sua futura LaFerrari. Si tratta di Lawrence Stroll, canadese, proprietario del circuito di Mont Tremblant e di una straordinaria serie di modelli straordinari. Tra questi la magnifica P4 vincitrice a Daytona nel ‘67 e la 275 GTB Spider appena comprata ad un prezzo astronomico all’asta di Pebble Beach. Per Montezemolo è l’occasione per riguardare ancora una volta quella che entra nella storia come prima ibrida Ferrari e, certamente, come modello assolutamente straordinario.

Quando si devono fare automobili eccellenti, non si può rinunciare al miglioramento continuo e la linea, in questo, è fondamentale
Il pranzo, della saletta privata che sta sul retro del ristorante aziendale, è con un gruppo di orientali candidati all’importazione delle Ferrari in un importante mercato del Pacifico. Non gli chiediamo di seguirlo, ma è lui a darci appuntamento sulle linee di produzione delle 8 cilindri, per le 14:15. Per lui vedere in prima persona le continue migliorie al processo produttivo è cosa importante. Quando si devono fare automobili eccellenti, non si può rinunciare al miglioramento continuo e la linea, in questo, è fondamentale.

Dopo aver parlato coi tecnici e salutato molte delle persone al lavoro, di corsa al suo ufficio. Sono convocati quattro dei suoi diretti riporti su una serie di temi decisamente strategici. Non a caso il Direttore Commerciale e Marketing Galliera e quello del Brand, Perrone, sono chiamati ad esporre le loro iniziative di fronte a chi sovraintende il settore finanziario e gestionale dell’Azienda, il dottor Anversa. Presente anche il Direttore delle Risorse umane, nonché responsabile della segreteria generale, Mairano. I progetti, infatti, riguardano investimenti e assunzioni di risorse e tutti devono essere in campo.

Mentre la riunione è in corso, Montezemolo viene avvisato che i nuovi forni per le leghe leggere della Fonderia hanno concluso la fase di prova e sono entrati a pieno regime. Anche se il pomeriggio è già inoltrato fa chiedere se può andare ad assistere ad una colata. La risposta è scontata. Per la gente della Fonderia è una grande soddisfazione l’attenzione del Presidente per questo nuovo traguardo raggiunto. Passano una ventina di minuti e, salutati i partecipanti alla riunione, il Presidente viene accompagnato alla Fonderia. Poche centinaia di metri nel grande edificio che sta proprio alle spalle della verniciatura, le colate si susseguono. Tutto avviene in modo perfettamente ritmato dalle esigenze dovute alla gestione del metallo fuso e delle sue temperature ottimali. Montezemolo è molto soddisfatto. Soddisfatto dell’impianto che serve per la produzione dei motori e di importanti componenti delle sospensioni, e soddisfatto nel vedere la fierezza dei suoi uomini impegnati in quello che è, certamente, il lavoro più duro dell’Azienda.

Sono le 18:30 passate. Pensiamo che per lui la giornata sia finita. Non lo è per la Fonderia che lavora H24, ma non lo è neppure per la Gestione Sportiva dove si è ormai concentrati sulla Formula 1 della stagione 2014. Domenicali e la squadra sono in trasferta, ma per Montezemolo l’incontro con Luca Marmorini per conoscere lo stato di avanzamento del nuovo motore e con James Allison che sta definendo l’aerodinamica e l’efficienza del nuovo modello, diventa la chiusura di giornata. E’ passata un’ora quando esce dall’ufficio di Domenicali utilizzato per gli incontri. Vorremmo fotografarlo con la Formula 1. Non quella prossima, che non c’è ancora e nemmeno con l’attuale che presto andrà in pensione. Meglio un’immagine simbolica con tante delle monoposto che hanno corso nei tanti recenti anni vincenti. Apriamo il capannone di Corse Clienti. Sembra un mare rosso, di quel rosso speciale che si associa subito a Ferrari. Sedendosi sulla pancia di una di quelle vetture consegnate alla storia, Montezemolo sente certamente dentro di sé la delusione di una stagione senza Titolo Mondiale. Ma sorride perché è ben consapevole che nessuno dei suoi uomini vorrà mai rinunciare a riportare la Ferrari là dove tutti vogliono che sia. E’ un attimo, saluta è se ne va. Sono passate le otto di sera. Domani mattina presto sarà di nuovo qui: agenda diversa, impegno sempre uguale. Massimo.

Da isuue n° 23 yearbook 2013

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