Mentalità vincente

Mentalità vincente

Oggi più che mai un campione dello sport deve prestare attenzione a ogni singolo dettaglio, sia questo tecnico, fisico o psicologico. Abbiamo incontrato cinque atleti provenienti da tutto il mondo che, oltre all’attività sportiva professionale, condividono una vera e propria passione: possedere e guidare una Ferrari

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Tony Parker
Luogo: Parigi, Francia
Sport: Pallacanestro

Il numero di atleti professionisti in Europa che sono riusciti a ritagliarsi una carriera nel mondo competitivo degli sport dell’America del Nord rimane basso, nonostante la crescente popolarità della National Football League, del baseball e, soprattutto della pallacanestro. Tony Parker, un cittadino francese, nato però a Bruges, in Belgio, è uno degli atleti di maggior successo ‘esportati’ negli Stati Uniti proveniente dalla Francia, dove ha giocato inizialmente per il club Basket Racing a Parigi. Ovviamente è stato agevolato dal fatto che suo padre è statunitense ed è stato un giocatore professionista.

“Alle cose belle non ci si abitua mai…. Ogni tocco del volante porta con sé una nuova scoperta”.
Ora Parker, 31 anni, è una star importante del firmamento del basket americano, gioca nel ruolo di guardia con i San Antonio Spurs, vincitori nel 2013 del Western Conference Championship della National Basketball Association (NBA), mantiene il suo ottimismo, nonostante ci abbia rilasciato l’intervista subito dopo che la sua squadra si era lasciata sfuggire il successo più importante, il titolo NBA, contro i Miami Heat. “Adoro questo sport, adoro le sensazioni che provo quando c’è in ballo un match. Non mi stanco, è un piacere anche se è vero che il ritmo dell’NBA non ti lascia molto spazio per riposarti. Ma non mi posso lamentare. Tutti gli amanti dello sport vorrebbero essere al mio posto. Quando inizi a praticare uno sport, tendi a non pensare ai livelli top. Il mio sogno è sempre stato di giocare nell’NBA, ma mai mi sarei immaginato un’esperienza simile. Credo di essere nato sotto una buona stella”. Questo spirito sportivo, la sensazione che si goda ogni singolo momento, è un qualcosa che regna nella vita di Parker, anche se è lontano dei campi da gioco. La sua ben amata Ferrari California, ci spiega, gli trasmette le stesse emozioni di quando gioca. “Come sottolineavo, la pallacanestro mi dà delle sensazioni incredibili, con picchi fortissimi di adrenalina. Devi essere sul campo per capire queste emozioni. E mi succede la stessa identica cosa quando sono al volante della mia Ferrari. Bisogna salire a bordo e tenere tra le mani il volante per capire. Alle cose belle non ci si abitua mai…. Ogni tocco del volante porta con sé una nuova scoperta”.

“La Ferrari unisce l’estetica, la potenza, il prestigio. E’ semplicemente leggendaria”.
Ed era destino che la sua scelta cadesse sul Cavallino Rampante. Parker, emerge rapidamente, è un vero tifoso:
“Anche il nome stesso ha qualcosa di magico! E’ il non-plus-ultra a livello di eleganza secondo me. La Ferrari è l’equivalente dell’NBA nel basket. E’ la cosa più bella quando hai la passione delle auto. L’estetica, la potenza, il prestigio. La Ferrari unisce tutti questi ingredienti. E’ semplicemente leggendaria”.

Michelle Surjaputra
Luogo: Jakarta, Indonesia
Sport: Triathlon

La famiglia di Michelle Surjaputra si trasferì dagli Stati Uniti in Indonesia quando Michelle aveva nove anni. Entrare a fare parte della squadra locale di nuoto era un modo per aiutare i ragazzi appena arrivati ad integrarsi nella comunità del posto. Surjaputra iniziò presto a sviluppare una passione per lo sport, tanto che permeò la sua vita quotidiana, sino a quella scolastica, per sommo dispiacere dei suoi genitori.

“Ho iniziato a nuotare sia per USA Swimming che per l’istituto superiore che frequentavo, arrivando sino a sei ore di allenamento al giorno” ci racconta. “C’erano dei lati negativi, come il sacrificare il tempo trascorso con la famiglia e gli amici e la necessità di impiegare ogni singola molecola di energia durante gli allenamenti. Le mie giornate erano piene di stanchezza, ma questo mi ha reso più forte e più disciplinata”. Dopo 16 anni negli USA Surjaputra è tornata in Indonesia per aprire una linea in franchising della catena coreana BonChon dove vengono servite pietanze a base di pollo fritto. Lo sport continuava però ad essere una componente fondamentale della sua vita.

“Rappresenta l’eccellenza, qualcosa a cui io aspiro sempre”.
“Ho corso la maratona di Parigi. Poi un amico mi ha fatto conoscere il triathlon e me ne sono innamorata follemente. Mi sono allenata per un mese circa e mi sono piazzata subito prima tra i miei coetanei a Bintan. Nel triathlon lotti contro te stessa per ore e questo richiede tanta forza mentale. Si tratta di mantenere il proprio ritmo per tre, sei o addirittura 12 ore. Noi mettiamo sempre a dura prova il nostro corpo”. La professionalità e le abilità competitive sono dei valori chiave della Ferrari. Surjaputra annuisce. “Quando siamo tornati dagli USA mio padre ha acquistato una 458 Italia, un’auto che vola che è una meraviglia in grande stile. Rappresenta l’eccellenza, qualcosa a cui io aspiro sempre. E’ sportiva, comunica prestigio ed è cool. Sono lieta di essere un owner Ferrari”.

Nasser Al-Attiyah
Luogo: Doha, Qatar
Sport: Rally e tiro al piattello

Il pilota di rally Nasser Al-Attiyah ha al suo attivo 42 vittorie e otto titoli FIA Middle East Rally nel suo CV strabiliante. Ha anche conquistato una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra nel 2012 nel tiro al piattello ed è stato campione asiatico nella stessa disciplina nel 2001 e nel 2006. Questo sportivo 42enne proveniente dal Qatar chiaramente ama le pressioni derivanti dallo sport praticato a livello professionale.

“La gente sogna di diventare un atleta professionista ed eccomi qua, un professionista in più di una disciplina. Sono cose che rendono orgoglioso e mi motivano a migliorare e a rimanere ai vertici dei miei sport. Mi diverto a pianificare le strategie per vincere. Da non professionista devo ammettere che era dura all’inizio, ma la pressione mi faceva raggiungere grandi risultati, non abbassavo mai la guardia. Questo è stato il segreto del mio successo”. Come misura il successo? E’ stato campione in due discipline sportive ed ha una fama mondiale, ma Al-Attiyah sostiene che la vittoria non è l’unica cosa importante.

“La cosa più importante dello sport è la volontà di non mollare mai. Impari dagli errori. Molte persone ritengono che un vincitore sia sempre felice e un perdente sia sempre triste. E’ sbagliato. Credo che un vincitore debba essere felice, ovviamente, ma un perdente non deve essere triste, perché deve ricercare gli errori commessi e guardare i punti di forza del vincitore per imparare a essere più competitivo”. E’ una filosofia che gli ha consentito di fare tanta strada in tutta la sua carriera, creando una base solida di partenza e soprattutto per conservare il gusto del divertimento del proprio lavoro, sia al volante sia in una sessione di tiro al piattello.

“Una Ferrari esprime direttamente la mia personalità: divertimento, emozioni ed eccitazione”.
“Ne adoro ogni singolo dettaglio!”. Mi piacciono le emozioni, la passione, conoscere persone provenienti da tutto il mondo, interagire con loro e apprezzare le diverse culture. E’ una cosa fantastica!”. Al-Attiyah guida una Ferrari FF, una vettura che fa girare la testa, anche sulle opulente strade del Qatar. “Nel Golfo avere uno stallone arabo è raro e tutti ne vogliono uno, benché siano in pochi a poterselo permettere. E questa è proprio la mia posizione rispetto alla Ferrari. E’ una rarità, un oggetto del desiderio per tutti in tutto il mondo, il che acuisce ulteriormente il desiderio delle persone. Una Ferrari esprime direttamente la mia personalità: divertimento, emozioni ed eccitazione”.

Adrian Sutil
Luogo: Lucerna, Svizzera
Sport: Formula Uno

Adrian Sutil, pilota della Force India non ha il solito background che generalmente accomuna i piloti di Formula Uno o, in ogni caso, gli atleti in generale. Il trentenne tedesco, figlio di un violinista dell’Orchestra Filarmonica di Monaco, è stato un pianista talentuoso da adolescente. È cresciuto in una famiglia dove le arti avevano sempre svolto un ruolo centrale. Anche allo sport veniva ovviamente data la sua importanza (Sutil iniziò a correre sui kart all’età di 14 anni), ma il fatto di avere un’ampia gamma di altri interessi, gli consente di interpretare la F1 con una nuova prospettiva.

“I valori di cui hai bisogno per il successo nello sport sono simili a quelli che servono per gestire un’attività o semplicemente condurre una vita felice”, ci spiega. “Servono correttezza e rispetto, ma anche impegno e lavoro sodo. Ogni giorno quando ti svegli dovresti pensare a come migliorare. Se un giorno inizi a pensare di essere il migliore, è l’inizio della fine”. Considerando tutto ciò, c’è una determinazione d’acciaio nel Sutil pilota: “Per diventare il migliore, devi lavorare su te stesso e mantenere ogni giorno la stessa costanza. Deve essere la tua passione e devi vivere lo sport che pratichi a 360°. Solo così puoi avere successo. E lo sport senza raggiungere successi è una perdita di energia”. E’ una passione che porta Sutil a migliorarsi sia come atleta sia come uomo.

“Ogni giorno mi alzo, non vedo l’ora di lavorare su me stesso per raggiungere i miei obiettivi, non solo in F1, ma anche nella mia vita quotidiana. Quando sono in pista sono in pace col mondo e non penso a nient’altro. E’ una sensazione bellissima. Non ho scelto io questa professione. Era scritta nel mio destino”. Il suo apprezzamento da esteta lo aveva predestinato a diventare un estimatore entusiasta e orgoglioso proprietario di una F12berlinetta (Sutil ovviamente utilizza i motori Ferrari durante le sue attività quotidiane con Force India).

“Ogni vettura ha la sua anima ed è la combinazione perfetta di emozioni, design, prestazioni e tecnologia. Qualsiasi Ferrari tu abbia, è sempre un qualcosa di assolutamente speciale. Il design e il sound mi fanno venire il batticuore non appena la guido. Per me possedere una Ferrari significa fondamentalmente emozioni, storia e prestigio. Sono nato in una famiglia di musicisti. L’arte e il senso della bellezza hanno fatto parte della mia vita sin da quando ero un bambino. Mi piace la moda e mi viene da dire che con una Ferrari, indossi sempre l’abito giusto”.

Sotirios Kyrgiakos
Luogo: Atene, Grecia
Sport: Calcio

Il calciatore greco Sotirios Kyrgiakos è diventato famoso come difensore centrale in vecchio stile, un giocatore più impostato sulla distruzione che sulla creazione di un’azione di gioco. In ogni caso, il suo senso della posizione in campo e il fisico potente lo hanno spinto a spostarsi dalla parte opposta del campo da gioco, prima nei ranghi del Panathinaikos, e poi in alcuni dei principali club europei tra cui i Ranger, il Liverpool e il Wolfsburg. I giocatori di calcio, molto più di altri atleti, sono fortemente inseriti nella cultura delle celebrity, buono o sbagliato che sia. Probabilmente non è facile mantenere i piedi per terra quando ti trattano come una rock star e tutto quello che dici viene riportato nei giornali affamati di scoop. Kyrgiakos, tuttavia, mantiene i piedi ben saldi per terra.

“Mantengo sempre quello spirito atletico puro che è presente in tutti gli atleti, professionisti oppure no”, sottolinea il 33enne calciatore internazionale dopo avere indossato la maglia della nazionale per bene 61 volte. “Per me il vero spirito dello sport sta nel rispetto di se stesso, nella correttezza, nel modo in cui si trattano le persone, indipendentemente dal loro credo o colore. Avere la libertà di potere dare il meglio di se stessi è un privilegio. E’ un valore importante che definisce lo spirito. Questi principi mi hanno aiutato a costruire la mia carriera e a diventare l’uomo che sono oggi”. E Kyrgiakos ritiene inoltre che lo sport gli consenta di intrattenere un rapporto speciale con i suoi fan, per nutrirsi delle loro attenzioni e non evitarle.

“Il contatto con le persone è per me fonte di enorme piacere”, ci svela. “Il calcio è uno dei pochi sport in cui gli spettatori possono partecipare con così tanta passione. Questa è la magia del calcio”.

Non è che Kyrgiakos non si goda i frutti del suo duro lavoro e del successo. La sua 458 Italia è motivo di grande orgoglio personale. “Diventi parte di un gruppo speciale che rappresenta lo status, la sicurezza e l’affidabilità. Ti senti fortunato perché questi sono gli obiettivi che la gente cerca di conquistare per tutta la vita”.

Da issue n° 22 September 2013

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