Accadde oggi – 25 novembre

Accadde oggi – 25 novembre

25 novembre 2012

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Il 25 novembre 2012 si disputa il Gran Premio del Brasile, ultima gara della stagione. Interlagos ha sempre riservato grandi colpi di scena, soprattutto da quando la gara è stata collocata alla fine del calendario iridato. Per la Ferrari ci sono state sempre emozioni fortissime, spesso contrastanti fra loro e l’edizione 2012 non fa eccezione. In qualifica non sembrano esserci molte novità rispetto a quanto visto la settimana precedente ad Austin: la McLaren è tornata la miglior macchina del lotto, la Red Bull è sempre fortissima, la Lotus appare competitiva e gli outsider Hulkenberg e Maldonado fanno i guastafeste. Anche Felipe è lo stesso del Texas, tanto da riuscire a stare per la seconda volta consecutiva davanti al compagno di squadra. Fernando deve sperare in un mezzo miracolo per potersi laureare campione: tredici punti da recuperare sono tanti ma la pressione è tutta sulle spalle del leader iridato. La domenica la pioggia dopo una lunga assenza torna a giocare un ruolo importante ma, secondo tradizione locale, si dimostra una variabile impazzita, sin dalla partenza. Un contatto fra Vettel e Senna sembra poter mettere fuorigioco il tedesco della Red Bull che, nonostante un testacoda, riesce incredibilmente a cavarsela con pochi danni. Il pensiero dei ferraristi, sia quelli in pista che quelli incollati davanti al televisore in tutto il mondo, va immediatamente a Spa e a Suzuka: che differenza con i due episodi al via che hanno privato Fernando di due podi ampiamente alla sua portata! Il continuo mutare delle condizioni dell’asfalto confonde le carte e apre per un paio di volte la porta alle chance di Fernando ma, alla fine, il cerchio non si chiude. Felipe è molto competitivo, soprattutto nella seconda metà della corsa, e chiude sul podio dopo aver compiuto ancora una volta il suo dovere lasciando al compagno di squadra il secondo posto, alle spalle del vincitore Button. Vettel finisce settimo: quanto basta per essere campione del mondo per la terza volta consecutiva.

“Lo sport è fatto così, bisogna accettarne la legge. Perdere due volte negli ultimi tre anni il titolo Piloti per un soffio fa male, malissimo, ve lo posso assicurare” – scrive Domenicali nel comunicato stampa post gara – “Ci dispiace soprattutto per Fernando, che mai come stavolta meritava di vincere: è stato straordinario, non soltanto per come ha guidato o per come non si è mai abbattuto nella prima, difficilissima fase della stagione ma, soprattutto, per quelle qualità morali che ha dimostrato all’interno della squadra. Dove sono stati persi questi tre punti? Difficile dirlo ma voglio soltanto ricordare che Fernando è arrivato a questo risultato disputando solamente 18 delle 20 gare del calendario: quelle poche centinaia di metri percorsi a Spa e a Suzuka pesano oggi su questo verdetto come dei macigni. Certo, non dimentichiamo che noi non siamo stati in grado di dare a lui e a Felipe una macchina più veloce, soprattutto all’inizio del campionato: anche questo l’abbiamo pagato a caro prezzo e il nostro primo obiettivo per il 2013 dovrà essere proprio quello di dare ai nostri piloti un mezzo in grado di farli vincere subito. Siamo in debito con i nostri piloti e vogliamo saldare questa pendenza al più presto. Voglio ringraziare anche Felipe per non essersi lasciato andare dopo un avvio di campionato molto difficile: ha lavorato tanto e se oggi abbiamo potuto conquistare il secondo posto nella classifica Costruttori lo dobbiamo anche a lui. Noi gli siamo stati sempre vicini, anche quando da fuori si reclamava la sua cacciata, e gli abbiamo dato fiducia per il 2013: credo che i suoi risultati di quest’ultimo scorcio di stagione siano la risposta giusta a chi aveva dei dubbi. In questo momento voglio anche ringraziare tutti coloro che hanno lavorato giorno e notte, in pista e a Maranello, per cercare di farci raggiungere questo sogno: sono orgoglioso di tutti loro. Infine, voglio fare i complimenti a Sebastian, un grande avversario. Credo comunque di poter dire che lasciamo il Brasile a testa non alta ma altissima!”

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