Accadde oggi – 14 novembre

Accadde oggi - 14 novembre

14 novembre 2010

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Il 14 novembre 2010 si svolse il Gran Premio di Abu Dhabi. Quel giorno si verificò una delle delusioni sportive più cocenti nella storia della Scuderia. Arrivato in Bahrain come leader della classifica iridata, Fernando Alonso non riuscì ad andare oltre un deludente settimo posto davanti a quello che era alla vigilia il suo avversario più vicino in campionato, Mark Webber, ma la contemporanea vittoria di Sebastian Vettel, terzo a 15 punti dallo spagnolo prima del via, consegnò nelle mani del pilota della Red Bull un titolo che sembrava destinato a prendere la strada per Maranello.

Abbiamo già ricordato nei giorni scorsi nei servizi sulla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi (http://formula1.ferrari.com/it/news/ricordi-da-cancellare-parco-da-visitare) lo svolgimento incredibile di quella gara: fu un insieme di concause – alcune fortuite, altre frutto di scelte prese in tempo reale, altre ancora inevitabili conseguenze di decisioni precedenti – a determinare quel dramma sportivo che ancora oggi, in un modo o nell’altro, si riverbera nella storia del Cavallino Rampante. Già, perché non possono esserci dubbi sul fatto che la conquista del titolo da parte di Alonso quella notte avrebbe fatto sì che i giudizi, interni ed esterni, su tante persone che lavorano nella squadra sarebbero stati ben diversi. Un famoso cantautore italiano, Francesco De Gregori, scrisse nell’ormai lontano 1982 una canzone, intitolata “La leva calcistica del ’68”, in cui si descriveva la storia di un giovanissimo calciatore che si accinge a fare un provino in una scuola calcio:

… Nino non aver paura di tirare un

calcio di rigore

non è mica da questi particolari

che si giudica un giocatore

un giocatore lo vedi dal coraggio

dall’altruismo e dalla fantasia…

Ecco, quel giorno la Ferrari sbagliò un calcio di rigore ma chi – tutta la squadra, perché si vince e, soprattutto, si perde tutti insieme – lo tirò alle stelle fu ed è ancora giudicato da quel particolare. Un particolare importante, decisivo, fondamentale ma pur sempre un particolare che, come tale, dovrebbe avere un peso relativo nel giudizio su un essere umano. Invece le cose andarono e continuano ad andare diversamente, dimenticandosi che quella fu – tanto per usare un altro parallelo col mondo del calcio – come una finale della Coppa del Mondo persa ai calci di rigore, così come lo furono quelle del 2008 e del 2012, entrambe andate in scena sul palcoscenico di Interlagos. Tre finali bisogna arrivare a giocarsele, non è mica un’impresa da poco…

Vogliamo qui riportare le parole che dissero all’esterno, attraverso il comunicato ufficiale, Luca di Montezemolo e Stefano Domenicali. Quelle che entrambi dissero alla squadra nel retrobox, quando i volti di tanti di quelli che vestivano la divisa rossa erano rigati di lacrime, le teniamo per noi, come ricordi preziosi.

Luca di Montezemolo: “Siamo giù di morale per l’epilogo di questa stagione ma questo è lo sport. Avevamo le carte in regola per vincere il titolo con Fernando ma oggi non tutto è andato per il verso giusto. Detto questo, voglio ringraziare pubblicamente la squadra per essere stata capace di arrivare all’ultima gara in lotta per il titolo Piloti, facendo una rimonta che, a luglio, sembrava impossibile quasi a tutti. Ci abbiamo creduto fino in fondo e il risultato di oggi non deve cancellare quello che abbiamo fatto in questa stagione. Da 14 anni, con sole due eccezioni, la Scuderia Ferrari Marlboro arriva all’ultima gara della stagione o in lotta per il titolo o dopo averlo già conquistato. Fernando ha avuto una stagione straordinaria, dimostrandosi forte e determinato, capace sempre di essere vicino alla squadra e di dare un contributo eccezionale. Domenicali ha fatto un grande lavoro, tenendo la squadra sempre unita, anche nei frangenti più difficili. Ci vorrà un po’ di tempo per assorbire questa delusione ma dobbiamo tenere la testa alta ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Infine, voglio ringraziare i nostri tifosi, che hanno sempre creduto in noi: quando vedo tante bandiere della Ferrari e tante persone che visitano il nostro parco qui ad Abu Dhabi sono contento che la Ferrari sia sempre ai massimi livelli, anche e soprattutto per loro.”

Stefano Domenicali: “C’è una grande amarezza in questo momento perché arrivare così vicini al traguardo e vederselo sfuggire per pochi punti fa male. Abbiamo fatto una scelta strategica sbagliata e le ragioni sono tre: abbiamo marcato un avversario con due macchine; abbiamo temuto oltremisura il degrado delle gomme morbide; non abbiamo considerato la difficoltà nel superare le altre vetture nel traffico. Ora è inutile mettersi a discutere sul perché si sia arrivati a questa scelta: si vince e si perde tutti assieme, come una squadra. In questo momento voglio ringraziare tutti i tifosi, che ci hanno sempre manifestato un grande affetto. Questa è stata probabilmente la peggior gara della stagione ma quando si perde per una manciata di punti è chiaro che il titolo non sia stato perso qui o, almeno, non soltanto, qui. Voglio fare i complimenti a Fernando, un pilota ed un uomo straordinario: si è dimostrato un leader, dentro e fuori la macchina, e faremo di tutto per dare a lui e a Felipe una macchina ancora più forte il prossimo anno. Voglio ringraziare la squadra per il grande impegno che ha sempre messo nel lavoro di tutti i giorni, in pista e a casa: in pochi fuori da casa nostra avrebbero creduto a metà luglio che saremmo arrivati ad Abu Dhabi in testa al mondiale. Certo, lo ripeto ancora una volta, adesso c’è tristezza ma dobbiamo tenere la testa alta. Siamo la Ferrari e abbiamo la magnifica condanna di dover vincere e un secondo posto suona come una sconfitta: lo sport però è fatto anche di queste cose e dobbiamo accettarlo. Infine, complimenti a Vettel: aveva la macchina più veloce e, alla fine, è stato il migliore, lo dice la classifica.”

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