Accadde oggi – 13 novembre

Accadde oggi - 13 novembre

13 novembre

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Il 13 novembre 2011 si disputò il Gran Premio di Abu Dhabi. La Scuderia Ferrari piazzò Fernando Alonso al secondo posto e Felipe Massa al quinto in quella che è stata complessivamente la miglior edizione di quella corsa per la Rossa.

Sulla griglia di partenza le due 150° Italia occupavano la quinta e la sesta piazza, con Fernando davanti a Felipe. Nei primi metri dopo la partenza le posizioni dei due ferraristi rimanevano immutate ma alla prima curva Fernando attaccava e superava Webber. Poi avveniva subito un colpo di scena con la foratura che provocava l’uscita di pista e il successivo ritiro di Vettel, che era scattato in pole e aveva mantenuto la posizione. Fernando si metteva poi nella scia di Button e, in fondo al rettilineo, lo superava portandosi così in seconda posizione. Iniziava quindi un duello a distanza fra lui e Hamilton che si sarebbe prolungato praticamente per tutta la gara: la differenza fra i due rimaneva fra i due e i tre secondi, tutti accumulati dal pilota McLaren nella prima tornata, fino al giro 14. Al giro 15, Fernando si avvicinava a meno di due secondi mentre Felipe effettuava la sua prima sosta, quando si trovava al quinto posto a circa 3” da Webber. Nella tornata successiva rientravano ai box i due battistrada e Button mentre la Red Bull superstite effettuava la sua sosta al giro 17: era proprio il pilota australiano che pagava il dazio più alto ad un pit-stop non perfetto, perdendo una posizione a vantaggio di Felipe.

La capacità della McLaren di sfruttare immediatamente gli pneumatici e, all’opposto, le difficoltà della Ferrari nel mandarli subito alla giusta temperatura d’esercizio consentivano ad Hamilton di aumentare leggermente il suo vantaggio su Fernando. Al giro 21 l’inglese aveva 3”6 sul ferrarista mentre alle spalle si era creata una frattura, con Button, Felipe e Webber molto vicini fra loro ma staccati di quasi 20” dai primi. Iniziava anche a farsi sentire il traffico dei doppiati che provocava un’andatura ad elastico del distacco fra Hamilton e Fernando: al giro 30 fra i due c’erano cinque secondi che ridiventavano tre al giro 39. Al giro 40 Hamilton si fermava per la sua seconda sosta mentre Fernando cercava di sfruttare il miglior degrado dei suoi pneumatici rimanendo in pista fino al giro 43. Complice anche un pit-stop piuttosto lento, ma soprattutto per l’ulteriore conferma della velocità della McLaren nei primi giri con le gomme nuove, lo spagnolo non riusciva a sopravanzare l’inglese.

Il trio alle loro spalle era protagonista di un’accesa battaglia. Inizialmente Button sembrava essere in difficoltà tanto che Felipe si avvicinava quasi ad un secondo mentre anche Webber, che disponeva della macchina più veloce, prima recuperava facilmente tutto il distacco accumulato nel pit-stop poi si portava all’attacco. L’australiano e il brasiliano erano protagonisti di un sorpasso e controsorpasso nello stesso giro (30), il che gli faceva perdere contatto dall’inglese. Felipe riusciva a difendersi da Webber ma progressivamente cedeva rispetto a Button. Al giro 35 la Red Bull richiamava ai box Webber e lo rimandava in pista nuovamente con le Soft, azzardando le tre soste. Al giro successivo si fermava Button, che passava alle Medium, mossa imitata da Felipe al giro 40. Purtroppo, il passo del brasiliano con le gomme più dure non era competitivo non soltanto nei confronti di Webber ma nemmeno in quelli di Button. Felipe perdeva progressivamente terreno e il testacoda alla curva 1 nel giro 49 gli toglieva le residue speranze di poter lottare con l’australiano per la quarta piazza, anzi lo costringeva a pensare più a difendere la quinta da Rosberg. Webber, che al giro 42 aveva superato Button, si fermava per il suo obbligatorio terzo pit-stop alla fine della penultima tornata, rientrando in pista davanti a Felipe.

Nel frattempo i due battistrada rimanevano separati da un distacco oscillante fra i quattro e i sei secondi: il passo di Fernando con le Medium non era così competitivo come quello con le Soft, tanto che lo spagnolo preferiva gestire la situazione e portare a casa il suo primo podio nel Gran Premio di Abu Dhabi. In molti, nella squadra ma anche fra i tifosi, dopo la gara pensarono che quel secondo posto aveva il sapore di una beffa. Un ottimo risultato il secondo posto, che arrivava però con un anno di ritardo: nel 2011, infatti, la corsa di Yas Marina non significava ormai più nulla nella lotta per il titolo ma proprio su quel tracciato, dodici mesi prima, si era consumata una delle più atroci delusioni – sempre sportivamente parlando, s’intende – della storia della Scuderia.

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