Accadde oggi – 29 settembre

Accadde oggi - 29 settembre

Il 29 settembre 2002 Rubens Barrichello vinse il Gran Premio degli Stati Uniti. In una stagione dove la Ferrari aveva già conquistato il titolo Costruttori in Ungheria e Michael Schumacher si era aggiudicato quello Piloti già in Francia, la Scuderia fece in modo di far passare alla storia la gara di Indianapolis, dominata dall’inizio alla fine dalla straordinaria F2002. Soltanto undici centesimi di secondo separarono i due ferraristi al momento di passare per la settantatreesima ed ultima volta sulla Brickyard, la striscia di mattoni che segna il traguardo sull’ovale americano.

Estimated reading time: 3 minutes

Il 29 settembre 2002 Rubens Barrichello vinse il Gran Premio degli Stati Uniti. In una stagione dove la Ferrari aveva già conquistato il titolo Costruttori in Ungheria e Michael Schumacher si era aggiudicato quello Piloti già in Francia, la Scuderia fece in modo di far passare alla storia la gara di Indianapolis, dominata dall’inizio alla fine dalla straordinaria F2002. Soltanto undici centesimi di secondo separarono i due ferraristi al momento di passare per la settantatreesima ed ultima volta sulla Brickyard, la striscia di mattoni che segna il traguardo sull’ovale americano.

La gara fu condotta sempre in testa dalle due Ferrari, con Michael Schumacher che alla partenza conservava la prima posizione in griglia, seguito dal suo compagno di squadra. I due ferraristi avevano impostato la corsa su una strategia basata su due soste e iniziavano subito ad accumulare un discreto margine di vantaggio sul più immediato inseguitore – 9”652 su Coulthard al giro 10 – girando costantemente ad un ritmo molto simile fra loro. Già dal giro 21 cominciavano i primi doppiaggi da parte dei due ferraristi, che in quel momento avevano oltre 22” di vantaggio su Coulthard. Il primo a fermarsi per il rifornimento ed il cambio gomme era Michael, rientrato ai box al giro 27. Ancora un giro e anche Rubens effettuava la sua prima sosta: i due ferraristi rientravano in pista in posizione immutata, con Michael davanti con un vantaggio inferiore al secondo. Partito per fare una sola sosta, Coulthard si ritrovava subito dietro le due Ferrari fino al giro 42, quando effettuava a sua volta il suo pit-stop. La serie delle soste delle due F2002 riprendeva al giro 49: anche stavolta il primo a fermarsi era Michael, seguito da Rubens nella tornata successiva. Al giro 51 le posizioni di testa erano immutate, con Michael primo, Rubens secondo e Coulthard terzo, staccato di 16”219. Nell’ultimo terzo di gara i due ferraristi controllavano la situazione, impegnati soprattutto nei doppiaggi. Negli ultimi due giri Michael alzava nettamente il ritmo, consentendo a Rubens di tornargli in scia. I due piloti della Ferrari tagliavano il traguardo praticamente appaiati, con Rubens che precedeva al fotofinish Michael di appena sette centimetri.

Ci volle qualche lungo secondo per realizzare chi davvero aveva vinto, sia ai due piloti che al muretto Ferrari. In ogni modo, la gioia per l’ennesima doppietta di una stagione straordinaria non fu certo annacquata da un finale a sorpresa.

“Non avevamo previsto nulla per la fine della gara” – disse Schumacher “Abbiamo cercato di passare insieme il traguardo ma non ce l’abbiamo fatta per un pelo, tanto è vero che non sapevamo chi avesse vinto fino a quando non siamo scesi dalla macchina. Ho pensato che Rubens meritasse di vincere questa gara: si è sacrificato per me almeno un paio di volte quest’anno e credo di averlo ripagato”.

“Il finale di gara non era stato programmato prima” – aggiunse il brasiliano – “Per tutta la corsa ci siamo divertiti, cercando di essere l’uno più veloce dell’altro: devo ringraziare Michael per quello che ha fatto e la squadra per tutto il supporto che mi ha dato durante la stagione. Gli Stati Uniti sono un Paese molto importante per me, il che rende ancora più speciale questa giornata. All’ultima curva non sapevo che cosa fare e Michael è stato carino a cercare di tagliare il traguardo insieme a me. Sia Michael che io sappiamo che la cosa più importante è l’interesse della Ferrari ed è con questo spirito che accettiamo le varie situazioni che ci vengono proposte durante la stagione. Quest’anno ci siamo divertiti, vincendo tutto con una macchina perfetta: ora sono un uomo felice”.

 

To get more of The Official Ferrari Magazine mix of people, lifestyle, arts and culture: Subscribe now