La Ferrari in primo piano

Ian Poulter

Il golfista britannico Ian Poulter, una delle star del PGA USA e dei circuiti europei, ha una passione sfrenata per le auto, come lui stesso confessa, e, in particolare, per tutto ciò che appartiene al mondo Ferrari. Di recente il Cavallino Rampante ha collaborato con Cobra Puma Golf per creare una gamma esclusiva di attrezzatura da golf: abbiamo incontrato Poulter mentre si godeva una visita a Maranello. Abbiamo controllato l’avanzamento della sua nuova Ferrari FF, personalizzata con i colori e il tessuto della sua tenuta da golf, da capo a piedi.

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Ian Poulter si trova nel suo elemento quando gareggia con personaggi del calibro di Tiger Woods e Rory McIlroy davanti a migliaia di spettatori, in occasione dei principali tornei di golf al mondo. Il 36enne golfista ha vinto, negli ultimi 12 anni, un totale di 11 eventi dell’European Tour, è diventato uno degli sportivi che guadagna di più e si è aggiudicato una posizione di prestigio all’interno dell’élite del gioco.

Di solito è sfrontato e molto sicuro di sé, tuttavia è chiaramente intimidito da ciò che lo circonda in casa Ferrari. Siamo seduti nell’ex abitazione di Enzo Ferrari, a pochi passi dal circuito di prova, per scambiare quattro chiacchiere sulla sua prima visita a Maranello, finalizzata a prendere visione della produzione della sua FF realizzata su misura e godersi alcuni giri di pista.

L’ufficio di Enzo, all’interno della casa, è rimasto intatto da quando il fondatore della Ferrari si sedette per l’ultima volta sulla sua poltrona nel 1988. Un vecchio telefono di bachelite gialla se ne sta appoggiato sull’enorme scrivania, la stanza è stracolma di foto e ricordi e in un angolo c’è un televisore, profondo due volte quanto è largo.

Poulter è molto colpito da ciò che vede nella stanza, assorbe tutti i dettagli e si immerge nell’atmosfera. “Questo è veramente uno dei momenti più memorabili della mia vita, scoprire più cose su di lui, i suoi umili inizi e la fiducia smisurata che aveva nel marchio che stava creando sono cose che ti trasmettono molta forza. Enzo Ferrari non è mai sceso a compromessi per essere il migliore e la Ferrari ha fatto un lavoro fantastico per portare avanti la tradizione”.

“Enzo Ferrari ha letteralmente costruito casa sua nel bel mezzo del circuito di prova della Ferrari per essere certo di non perdersi nulla quando il suo amatissimo team di gara conduceva i test e si preparava per le corse. Se non è dedizione questa…”.

La profonda emozione di Poulter per il fatto di trovarsi in questi luoghi sono una chiara prova dell’amore per il brand e la sua ricchissima storia, emozione che si è ripetuta quando si è trovato a bordo di una F12 Berlinetta guidata dal test driver Raffaele De Simone.

“Che esperienza! Raffaele è stato praticamente sempre in obliquo, tranne che per i rettilinei. Essere portati sul circuito di prova è stato assolutamente incredibile. La F12 Berlinetta ha 750 cavalli e bisogna rispettarla un’auto così. E’ potentissima, ma al tempo stesso molto stabile. E’ velocissima e potere fare un paio di giri con Raffaele è stato stupefacente”.

“Mi piacerebbe potere tornare e fare alcuni giri da solo, oltre a trascorrere un po’ più di tempo con i test driver. Potrebbero darmi qualche suggerimento e mostrami come si fa a correre in pista”.

Dopo un’animata analisi dell’esperienza sul circuito, la conversazione si sposta sulla visita della mattina in stabilimento, per vederela sua FFpersonalizzata. L’ha vista a tre giorni dal completamento sulla linea di produzione ed è stato felice di notare che nel baule c’è spazio a sufficienza per le sue mazze da golf. Poulter possiede una sua azienda di abbigliamento da golf, IJP Design, e la progettazione lo interessa in prima persona. E’ evidente che lo stesso approccio ce l’ha con le auto.

“Se ti viene in mente un concetto, sono in grado di personalizzartelo. L’esterno bianco madreperla e i sedili in pelle stanno benissimo assieme. Mi piace il look bianco e tutte le mie auto sono bianche. Il rivestimento del tettuccio e le rifiniture sono scozzesi, il che è perfetto per me perché ogni anno nella mia collezione di IJP Design ce ne sono sei di scozzesi e mi è piaciuto aggiungere un tocco sartoriale. La cartella colori usata nello scozzese si abbina all’esterno e così tutto si richiama”.

Le righe rosso bruciato sulla base della mazza sono state riprese attorno alle bocchette dell’aria condizionata

“Volevo usare la fibra di carbonio come ha fatto Cobra per me nel legno Ferrari. L’abbiamo inserito dove si poteva, come nella parte interna delle maniglie, attorno ai pulsanti, al centro della console e sulle prese d’aria. Le righe rosso bruciato sulla base della mazza sono state riprese attorno alle bocchette dell’aria condizionata, e così anche qui abbiamo chiuso il cerchio”.

Poulter ha analizzato ogni fase del processo di produzione nel minimo dettaglio. “Assolutamente incredibile. Dallo stabilimento escono circa 34 auto al giorno. Ne avevo sentito parlare moltissimo, ma non mi ero mai reso conto di quanto grande fosse il livello di dettaglio raggiunto. Ovviamente le Ferrari sono realizzate a mano per quanto possibile, ma il livello di tocco personale che riguarda ogni auto è fantastico. Ad esempio, ogni motore V12 viene costruito da una persona che alla fine lo firma”.

“Poi ci sono tutti i piccoli accorgimenti, come rimuovere le portiere prima che l’auto vada in linea di produzione così che non vengano danneggiate e poi segue il processo a 50 passaggi per la costruzione ela personalizzazione. E’ talmente affascinante”.

“Poi siamo passati al reparto della Formula 1, i veri giocattoli dei bimbi grandi. C’è un posto dove tengono tutte le vetture sviluppate, dalla FXX alla 599XX e anche le monoposto di F1, che è possibile acquistare due anni dopo aver abbandonato le corse”.

Poulter ha una passione sfrenata per le auto, come lui stesso confessa, e questa FF fatta su misura non è la sua prima Ferrari. Ha avuto una 360 Modena rossa e una California, che gli piaceva così tanto da averne acquistata una rossa e una bianca. Anche le scarpe che indossa sfoggiano l’inconfondibile Cavallino Rampante e la finitura rossa tipica della Ferrari.

“La Ferrari è un marchio tra i più riconoscibili al mondo; il Cavallino Rampante non necessita di spiegazioni, tutto il background del mondo delle corse, le basi sulle quali si è sviluppato e quello che rappresenta oggi. Ovviamente visitando Maranello lo si capisce molto meglio e ci si rende conto quanto si è fatto con le auto nel corso degli anni”.

La Ferrari ha resistito al passare del tempo e questo è veramente un luogo meraviglioso da visitare e scoprire altro su un brand dal quale è difficile disintossicarsi

“La Ferrari ha resistito al passare del tempo e questo è veramente un luogo meraviglioso da visitare e scoprire altro su un brand dal quale è difficile disintossicarsi. Quando si diventa un vero fan dei motori e delle auto, a quel punto ti chiedi sempre dove sta la Ferrari”.

Diventare il proprietario di una Ferrari, per non dire di quattro, è stato il raggiungimento dell’ambizioso traguardo di una vita e la rivendicazione che tutto il duro lavoro ha pagato, per un uomo che a 23 anni lavorava in un negozietto di attrezzatura professionistica in un modesto golf club inglese.

“Mi ricordo quando guardavo le gare alla TV. Come tutti i bambini, anche io sono cresciuto con le macchinine e ho capito cosa rappresentava la Ferrari e la sua gloria legata alle corse. Il brand è diventato una parte di me molto presto, quindi per me la Ferrari è LA vettura che tutti vogliono possedere”.

Quando sono diventato un professionista mi sono ripromesso che quando avessi vinto il primo torneo mi sarei comprato una Ferrari

“Quando sono diventato un professionista mi sono ripromesso che quando avessi vinto il primo torneo mi sarei comprato una Ferrari. Nel 2000 vinsi l’Open d’Italia, guarda il caso, e volevo comprarne una, ma purtroppo l’assegno non bastava. Credo ammontasse a €111.000 all’epoca e dopo averci pagato le tasse non mi restò abbastanza denaro, così mi dissi che l’avrei fatto al torneo successivo”.

“Nel 2001 vinsi il Moroccan Open e in quel caso la vincita era leggermente inferiore, così ancora una volta non me lo potei permettere. Ma mi dissi ‘Va bene, alla prossima me la compro sul serio”.

“E capitò che si trattasse nuovamente dell’Open d’Italia nel 2002. Era giunto il momento e qualcosa mi diceva che dovevo comprare una Ferrari. Le ho amate da quel momento in poi, con chiunque parli la percezione della Ferrari è la stessa; non si possono non adorare queste auto”.

“Credo che chi ama le auto e le corse cerchi sempre di avere auto migliori. Tutti vogliamo cose più grandi e migliori, uno dei lussi che ci si può permettere quando si ha successo nel proprio lavoro consiste nel concedersi cose incredibilmente belle e per me una di queste èla Ferrari. Speriamodi potere continuare a permetterci oggetti di lusso nella nostra vita e siamo molto fortunati a poterlo fare”.

Il prodotto finito è stato consegnato a Poulter al Pebble Beach Concours d’Elegance, uno show per auto da collezione molto prestigioso che si tiene in agosto, dove sfilano alcune tra le più rare e preziose vetture sul pianeta, sul 18° fairway del famoso campo da golf californiano.

“Diciamo che l’emozione è stata forte, niente lacrime o commozione, no, ma mi sento veramente onorato di avere questo rapporto conla Ferrari. Vederel’auto che veniva scoperta mi ha fatto riflettere su quanta strada ho compiuto nel corso degli anni, è stato un momento di profondo orgoglio”.

“Appena ne ho avuto la possibilità sono andato a farci un giro, lì a Pebble Beach durante il Concours d’Elegance. E’ un’auto fantastica e non vedo l’ora di portarla a casa, di certo non resterà ad ammuffire in garage …”.

 

Pubblicato su The Official Ferrari Magazine numero 19, dicembre 2012

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