In scala

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Un’auto veramente iconica come la Ferrari 250 GTO merita la migliore interpretazione possibile se ridotta ai termini di un modellino. In concomitanza con il 50° anniversario della GTO, Amalgam, leader mondiale nella realizzazione di modelli, ha realizzato una serie limitatissima di versioni in scala per festeggiare le principali GTO nel momento del loro massimo fulgore.

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Ci piace pensare che noi riproduciamo l’arte creata da altre persone

“Sergio Scaglietti è stato un grande artista e artigiano. Ci piace pensare che noi riproduciamo l’arte creata da altre persone, ma direi che siamo più dei concertisti che dei compositori” Sandy Copeman, l’Amministratore Delegato di Amalgam Fine Model Cars, ride appena imbarazzato per l’analogia scelta.

In parte perché suona assai pomposa, ma anche perché c’è in lui tutta l’umiltà per il lavoro svolto dalla sua azienda. Basta però lanciare un’occhiata alle immagini delle 250 GTO su queste pagine e si comprende subito quanto sia difficile distinguere i modellini in scala 1:8 dalle loro controparti reali. Il livello di dettaglio, in particolare negli interni e nel vano motore, lascia senza fiato. Scaglietti, il grande costruttore modenese, di certo approverebbe.

Fondata nel 1985, Amalgam affonda le radici nel mondo dell’architettura, un settore dove si utilizza moltissimo le maquette accurate per lo sviluppo di grandiosi progetti di costruzione. Tra i suoi clienti ha annoverato Norman Foster, e da lì il portafoglio dell’azienda si è ampliato per estendersi alla realizzazione di prototipi di prodotti tra i quali, ad esempio, i modelli preliminari del rivoluzionario aspirapolvere Cyclone della Dyson. L’approccio altamente tecnico, che quasi sfiora il forensico, li ha resi il partner perfetto per la Formula 1 e nel 2000 Amalgam aveva già creato circa 250 modelli di F1 in scala 1:8 per vari team.

In particolare la Ferrari ha avuto la sensazione di trovare uno spirito affine, perciò a partire dalla F430 del 2004, Amalgam ha iniziato a creare repliche, ricche di dettagli, di ogni nuova Ferrari. Il modello più venduto è la 458 Italia: ne sono stati acquistati 199 modelli, e create tantissime altre versioni realizzate su misura. In genere, però, le stupefacenti creazioni di Amalgam sono prodotte in numeri limitatissimi, come nel caso delle GTO: sono state individuate 32 serie, 1 carrozzeria, e di ciascuna verranno realizzati solo cinque modelli, nella livrea che sfoggiavano in occasione delle gare più significative a cui abbiano partecipato. Costo: £5.750 ciascuno (oltre 7.100 euro). Chiaramente questo prezzo li rende assai esclusivi, ma visto lo sforzo immane necessario per la loro realizzazione si tratta di denaro ben speso, per il realismo che racchiudono e l’esperienza tattile che regalano.

“Costruiamo modelli in numeri molto limitati” spiega Copeman. “La produzione totale mensile si aggira attorno ai 100 modelli, di solito realizzati in lotti di appena cinque o dieci unità. I nostri clienti comprendono che ne produciamo solo un certo numero, il che dona loro un valore intrinseco. La dimensione materiale dei modelli non richiede un’altissima qualità di per sé, ma la scala grande ci consente di curare tutto fino nei minimi dettagli. E questa è un’opportunità che non ci lasciamo di certo sfuggire, infatti dedichiamo moltissime ore di manodopera e di lavoro altamente qualificato per realizzare questi dettagli”.

Ralph Lauren ha di recente commissionato ad Amalgam la realizzazione delle repliche in scala della sua notevolissima collezione: il pubblico ha avuto modo di apprezzare le auto in occasione della mostra che si è tenuta nel 2011, L’art de l’automobile presso Les Arts Décoratifs di Parigi. Un team di Amalgam si è recato a visitare il museo privato di Lauren. Una volta in loco, hanno scansionato digitalmente tutte le parti delle auto che dovevano riprodurre, inclusi i componenti più minuscoli con un grado di precisione fino a un decimo di millimetro rispetto alla lunghezza della vettura.

“Utilizziamo un sistema chiamato GOM” ci spiega Copeman.

“Un proiettore proietta delle frange luminose sulla superficie dell’auto, poi guardiamo l’immagine che si è creata utilizzando delle camere stereoscopiche. Cattura la forma dell’auto senza toccarla. Scansionare digitalmente ogni auto costa svariate migliaia di sterline l’anno, e noi troviamo e scansioniamo gli esempi più belli e originali, il che significa un sacco di ricerche e di viaggi. Il risultato è che i modelli sono rappresentazioni vere dell’auto originale, senza lasciare nulla all’immaginazione. È costoso però e ci vuole tempo per raccogliere i dati”.

Copeman ammette che hanno fatto uso delle scansioni della GTO di Lauren come sagoma master per quest’ultima serie di modelli (‘spero non gli dispiaccia!’), hanno però dovuto ripetere la procedura per altre auto: vista la natura incredibilmente artigianale del lavoro originale di Scaglietti, ogni GTO è diversa e ha le proprie idiosincrasie.

La parte successiva del processo prevede la creazione di una serie di componenti master per ciascun modello, un’unione di moderne tecniche digitali e competenze tradizionali in ambito ingegneristico e artigianale. “E’ necessario avere un approccio intelligente” prosegue Copeman “e i nostri esperti, che sono specialisti di livello mondiale nei loro settori, applicano rigorosi livelli di giudizio”. E’ d’accordo sul fatto che esistono paralleli con il mondo della gioielleria e orologeria d’alta gamma, dove un artigiano può addirittura lavorare un anno intero per realizzare un Tourbillon.

Il nostro obiettivo è di rappresentare le finiture originali nella maniera più convincente e naturale possibile

Una volta definita la serie di componenti master, si realizza uno stampo di gomma di silicone per ciascuna parte, poi viene creata la fusione in resina.
L’industria automobilistica utilizza un processo simile per produrre parti di prototipi non realizzati in serie, e questo è un ambito in cui l’approccio di Amalgam si differenzia moltissimo dall’industria più convenzionale. Nella produzione di massa, dove i modelli vengono pressofusi o realizzati mediante stampaggio a iniezione, c’è ovviamente un investimento enorme per approntare le macchine utensili, e le economie di scala riducono il costo di ogni singola parte. Gli utensili in acciaio possono stampare e pressare molte migliaia di componenti, con ottimi esiti in termini di risultati e ripetibilità, mentre gli stampi in gomma di Amalgam possono essere utilizzati solo per circa 20 pezzi, prima di doverne creare uno nuovo. “Prestiamo la massima attenzione per ricreare le finiture e i materiali” dichiara Copeman. “Non solo la vernice ma anche, ad esempio, i volanti bordati in legno di cui erano dotate le auto classiche degli anni ‘50 e ‘60. Questi bordi li smussiamo a partire dal legno stesso, ma la grana è troppo ruvida per la nostra scala, così sovrastampiamo il legno con una grana più fine prima di laccarli. Molte delle parti più piccole sono lavorate in alluminio o gettate in peltro. Il nostro obiettivo è di rappresentare le finiture originali nella maniera più convincente e naturale possibile”.

Ciascuno dei modelli GTO richiederà 3.000 ore di lavoro agli addetti di Amalgam. Per citare un altro esempio, le ruote in filo metallico sono assemblate a partire da 140 componenti in alluminio lavorati singolarmente, con le razze e i nippli che rispecchiamo esattamente gli originali. Quando tutte le parti sono state smerigliate e lucidate, un team dedicato di modellisti avrà bisogno di quasi 300 ore per mettere assieme l’articolo finito.

E’ di certo un lavoro che nasce dall’amore

Fortunatamente Amalgam è un’azienda di vecchio stampo, a conduzione famigliare, e Copeman lavora fianco a fianco col figlio Leo, instancabilmente, utilizzando e mantenendo competenze e manualità artigianali d’altri tempi e al tempo stesso facendo progredire la loro arte grazie alla più avanzata tecnologia digitale. Quindi si tratta di una combinazione perfetta con la Ferrari. “E’ di certo un lavoro che nasce dall’amore” ride Copeman. “Ma c’è qualcosa di assolutamente affascinante nel miniaturizzare le cose”.

Pubblicato su The Official Ferrari Magazine numero 19, dicembre 2012

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