Il giudizio del passo

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Quarantotto tornanti sul versante altoatesino, quaranta su quello lombardo, questa la ricetta che si presenta a chi vuole scalare uno dei passi più affascinanti delle Alpi, il Passo dello Stelvio. Un balzo di oltre 1.500 metri che porta a quota 2.758 in appena 21chilometri, un autentico sogno per chi ama guidare in salita. Per questo, volendo mettere alla prova la Ferrari California nella nuova versione Handling Speciale coi suoi 490 cavalli, 30 in più della precedente, abbiamo scelto un campione delle corse in salita, pilota Ferrari naturalmente, Leo Isolani

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“Sono salito al mattino presto e ho avuto due sensazioni fantastiche: da una  parte, grazie alla macchina aperta, quella di poter sentire il profumo della natura, l’aria frizzante della montagna, pulita e silenziosa che si mescolava al fantastico  rumore del motore Ferrari. Dall’altra, la prontezza e la precisione  dell’inserimento in curva della California”. Isolani, commentando la sua esperienza per The Official Ferrari Magazine, sembra quasi sorpreso dalle prestazioni di una vettura tanto diversa dalla sua 575 GT1 con la quale corre e vince in salita, “ la tecnica di guida è differente, naturalmente.

Correndo in salita la cosa più importante è quella di sfruttare la strada evitando ogni piccolo dosso, cordolo o fossetto per poter garantire la massima efficacia aerodinamica alla vettura che è molto bassa”. E questo è un commento interessante: le macchine da corsa di oggi devono riuscire a gestire l’aria che le avvolge quando gareggiano. Tolta quella convogliata sotto la vettura per garantire l’effetto suolo, tutta quella che si infila sotto la macchina in modo disordinato diventa elemento di disturbo per l’efficacia delle prestazioni.

l’altitudine non ha minimamente influito sulle prestazioni che sono state identiche durante l’intero percorso

“La guida deve essere molto pulita”, prosegue Isolani, quindi, esattamente come se si corresse in pista. Conla California, che è una splendida GT stradale, è stato diverso: la strada dello Stelvio è stretta e non priva di avvallamenti, quasi più da rally, se vogliamo fare un paragone. Però quello che mi ha stupito, è stata la facilità ed il senso di sicurezza che la vettura trasmette anche andando forte in quelle condizioni tanto difficili. Tra l’altro anche l’altitudine non ha minimamente influito sulle prestazioni che sono state identiche durante l’intero percorso”. Altra curiosità riguarda il cambio, considerando gli allunghi e le brusche decelerazioni dovute agli strettissimi tornanti. “ Il cambio, in condizioni tanto impegnative, si è dimostrato molto rapido e preciso, perfetto e ben rapportato anche per dislivelli secchi come quelli che ho trovato salendo allo Stelvio”.

Bisogna sapere che nelle corse in salita la cosa più importante è la perfetta conoscenza del percorso: per gare brevi, che si decidono a livello di secondi o, perfino meno, quello che davvero conta è sapere alla perfezione come si sviluppa il percorso e in quale modo superare i tanti piccoli e grandi tranelli che una strada nasconde. I piloti, con pazienza, studiano il percorso a traffico aperto per poi verificare le velocità e la qualità dei rapporti nelle prove ufficiali del sabato che sono, normalmente, due o tre. Poi la domenica, in gara, si decide tutto in una sola salita.

Il cambio, in condizioni tanto impegnative, si è dimostrato molto rapido e preciso

Conla California, ovviamente, è stato diverso: salita e discesa un paio di volte hanno dato la possibilità di sperimentare alcune caratteristiche fondamentali anche in discesa: “i freni carboceramici sono perfetti, pronti, precisi, potenti e instancabili. Davvero sorprendente per una vettura adatta ad essere usata ogni giorno come granturismo. Sono stati una delle sorprese anche paragonandoli a quelli di una vettura da corsa”.

Ma come ha guidato Isolani nelle sue salite? “La prima l’ho fatta come se fossi un normale cliente: allegro ma con impostazione da strada. La seconda salita l’ho fatta con impostazione racing, quindi tirando frenate e cambiate anche se, ovviamente, le traiettorie dovevano prevedere che qualcuno potesse scendere. Il sound, in questa seconda salita, ha subito attratto i presenti. Ho trovato gente che si era  fermata per vedermi salire e applaudiva. Veramente piacevole. Poi la bellezza della macchina ha fatto il resto anche il colore blu, molto elegante, quasi sorprendente per una Ferrari che sale come se fosse in gara!”

i freni carboceramici sono perfetti, pronti, precisi, potenti e instancabili

Se fosse stato necessario dimostrare quale sia la vera doppia anima della California, ci siamo sicuramente riusciti. Questo modello, così gradevole sia per estetica che per comfort, coi suoi sedili posteriori e il tetto apribile che ne fa allo stesso tempo un coupè ed una spider, è in realtà una Ferrari con tutti gli attributi che vuole la tradizione. Lo spirito sportivo della California lo si può toccare con mano in occasione di eventi che valorizzano grinta e sportività: il Ferrari Tribute to Mille Miglia o quello della celebre Targa Florio, hanno sempre numerosi iscritti con questo modello, a riprova chela Ferrari– e i ferraristi – hanno esattamente lo stesso spirito e o stesso desiderio di divertirsi.

La California, nella sua versione HS, con 30 cavalli in più e con tanti chili in meno, ha fatto un ulteriore passo verso la sportività pura e dura, anche senza perdere quella sua magica possibilità di essere usata sempre, per il piacere e il divertimento.

 

Pubblicato su The Official Ferrari Magazine numero 19, dicembre 2012

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