La bellezza e la forza

F12berlinetta

La F12berlinetta, che unisce i requisiti della F1 e quanto di più piacevole si possa chiedere ad una vettura da strada, incontra nelle immagini di queste pagine la forza e l’armonia femminile. Abbiamo chiesto ai collaudatori che l’hanno sviluppata Dario Benuzzi, Raffaele de Simone e Luca Badoer di descrivere le emozioni e le sensazioni che si provano alla guida

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Dario Benuzzi: ti dà tanta fiducia e sicurezza quanto divertimento.

“Ho la fortuna di guidare i nuovi modelli Ferrari prima di tutti e posso dire che ogni macchina la senti subito, già dalla prima volta, nel suo potenziale. Poi c’è il lavoro di sviluppo, com’è normale, ma il carattere di quel modello capisci immediatamente qual è. Nel caso della F12berlinetta posso dire che te la senti subito addosso esattamente della tua misura: è estremamente compatta, corta, leggera. Ecco, posso dire che ce l’hai perfettamente in mano. Si potrebbe pensare ‘cavolo, 740 cavalli, chissà come sarà difficile’, e invece ti trovi immediatamente a tuo agio anche se per comportamento e prestazioni sembra una macchina da corsa. Ho avuto l’esperienza di guidare la 333SP e la Formula 1 ma questa, con quel suono magnifico, dato da aspirazione e scarico unito ai tanti giri che si possono tirare e la coppia che continua a spingere, è proprio fantastica. Il bello è che, rispetto alle macchine da corsa ti dà la sensazione di grande facilità e sicurezza. E non è solo una sensazione, è la macchina stessa che ti aiuta a guidare bene. Lo dico perché non tutti sono capaci di sfruttare completamente le prestazioni delle nostre auto ma in questo caso, anche se potrà sembrare incredibile, la macchina permette anche al meno esperto di arrivare a sfruttarla al massimo, arrivando vicino al limite, senza particolari difficoltà.

“Devo concludere che la F12berlinetta ha stupito anche me: non credevo che si potesse andare così in là. Abbiamo fatto un bel lavoro…”

Prendiamo l’esempio dell’accelerazione: tirare i giri fino a quasi 9000 potrebbe sembrare difficile. Invece abbiamo fatto una rapportatura perfettamente bilanciata che, unita alla rapidità del cambio F1 con doppia frizione, ti permette di tirare tutti i giri, anche nelle marce basse, senza che la macchina si scomponga o dia la sensazione di scapparti di mano. Fa venire la pelle d’oca!
Lo stesso vale per la frenata che è un altro punto di grande forza della F12berlinetta. Intanto col sistema delle paratie che si aprono solo quando è necessario aumentare il raffreddamento, le prestazioni aerodinamiche sono eccellenti. Poi, e l’ho fatto più di una volta in sede di collaudo, anche affondando il freno a 340 all’ora, la macchina non si scompone e rimane dritta trasmettendo una situazione di totale padronanza a chi guida. La cosa più sensazionale però è il comportamento che mantiene anche quando si frena, ad alta velocità, in curva: la macchina non cambia assetto e mantiene perfettamente la traiettoria.
Le ragioni di questa eccellenza sono tante, a partire dal baricentro basso e dalle dimensioni contenute, uniti ad un sistema integrato di controlli elettronici che la adattano, attraverso il manettino, ad essere al massimo in qualsiasi situazione di guida e di condizioni di strada e di fondo. Devo concludere che la F12berlinetta ha stupito anche me: non credevo che si potesse andare così in là. Abbiamo fatto un bel lavoro…”.

Raffaele de Simone: è come guidare una Formula 1.

“La nostra arma, quella che ci differenzia da tutti gli altri, è il differenziale elettronico. E’ esattamente quello della Formula 1 che ha una funzione paragonabile a quella di un fusibile. Cioè gestisce la coppia in eccesso che non potrebbe essere trasmessa a terra, dalle ruote. Questa distribuzione viene attuata in modo istantaneo in coerenza con ciò che il pilota sta facendo. La coppia viene scaricata sulla ruota interna che a quel punto agisce come correttore di assetto garantendo stabilità e maggior velocità nell’uscita di curva. Così ci si rende perfettamente conto di cosa vuol dire disporre di 740 cavalli senza doversi fare carico di tutte le cose che avrebbero potuto mettere in difficoltà chi è al volante. Tutto avviene infatti nello spazio di centesimi di secondo, in modo assolutamente impercettibile.

“Abbiamo realizzato una 12 cilindri a motore anteriore per uso stradale che ha prestazioni, anche in pista, a livelli prima sconosciuti.”

Sono sicuro che se bendassimo il passeggero, dai tempi di risposta, dall’inserimento in curva e dall’agilità sul misto, la crederebbe una macchina a motore centrale. Anche all’interno, quando si è al volante, si ha questa sensazione: la plancia è bassa, la posizione di guida raccolta, i comandi posizionati esattamente dove devono essere e la visibilità perfetta. Anche la vista anteriore è perfetta, non si percepisce il muso e si ha la sensazione che la macchina sia molto più piccola di quella che è. Sembra un giocattolo: ogni volta che chiedi una risposta lei te la dà con la massima precisione e con tempistiche sorprendenti sia che si tratti del cambio, dei freni o dello sterzo. Non si deve pensare che questo comportamento si limiti alle condizioni di strada o pista asciutta. Durante tutto lo sviluppo abbiamo condotto collaudi paralleli tra bagnato ed asciutto per arrivare ad avere esattamente lo stesso comportamento nei due casi. In altre parole la macchina non cambia e questo è molto importante per chi guida. Le prestazioni sono massime anche con bassa aderenza e la guida è ugualmente facile. Per ottenere questo risultato non è solo il differenziale elettronico ad operare, ma l’insieme dei sistemi integrati tra loro. Ovviamente chi è al volante dovrà scegliere la posizione del manettino più adatta alle condizioni che incontra ed al tipo di prestazione che vuole ottenere.
Un’altra caratteristica della F12berlinetta sono i freni. Intanto una premessa: i freni, su qualsiasi macchina, non devono mai essere maltrattati. Si deve frenare con decisione ma non pestare forte senza avere il controllo della propria azione. Frenando forte ma col giusto controllo, già da subito una bella fetta di velocità se ne andrà. Poi bisogna modulare la frenata per ottenere il miglior inserimento in curva. Questo vale anche se piove perché la F12 è progettata per reagire, anche in frenata, in modo identico anche in queste condizioni.
Non è nel mio carattere esaltare le cose: ho imparato, lavorando alla Ferrari, che cercando sempre nuovi traguardi ci si trovano davanti dei muri che sembrano impossibili da valicare. Poi, però, regolarmente riusciamo a farlo. In questo caso abbiamo realizzato una 12 cilindri a motore anteriore per uso stradale che ha prestazioni, anche in pista, a livelli prima sconosciuti. Sono i dati che parlano e sono contento di aver potuto contribuire a tutto ciò”.

Luca Badoer: per me è la miglior macchina del mondo.

“E’ sicuramente la miglior macchina che ci sia sulla faccia della terra! Ti dà una sicurezza incredibile. E’ impegnativa, è normale con quella potenza, ma è molto semplice da guidare. E’ impressionante, ma in senso positivo: è l’unica macchina stradale che può darti l’idea di cosa sia una Formula 1.
In tanti anni di collaudi e gare al volante delle Formula 1 ho imparato molto bene come queste monoposto uniscano, portati ai massimi livelli, la precisione di guida, la stabilità, l’efficacia nell’accelerazione e la frenata. Le Formula 1 non hanno rollio e questo rende la guida decisamente più efficace. La F12berlinetta è così. Non ha rollio neppure in pista: è piatta e garantisce un perfetto controllo anche sull’erogazione di potenza. Per avere un risultato del genere la macchina deve essere perfettamente a posto già prima dell’intervento dell’elettronica. In altre parole, l’elettronica deve servire per migliorare le prestazioni e dare sicurezza e non per correggere difettosità di progetto. Nel caso della F12 il progetto è già perfetto da solo: telaio, sospensioni e pneumatici danno il miglior risultato grazie al passo corto, al rapporto di sterzo che garantisce una grande precisione ed al motore con la sua potenza e coppia progressiva ed omogenea.

“E’ sicuramente la miglior macchina che ci sia sulla faccia della terra!”

A tutto questo si aggiunge l’elettronica che valorizza tutti questi contenuti aggiungendo l’assistenza e la sicurezza che una macchina da 740 cavalli richiede. La riprova di tutto questo si ha quando il fondo è viscido per la pioggia: una macchina decisamente al di sopra della media sull’asciutto, lo è anche sul bagnato. Naturalmente si devono usare i settaggi del manettino perché quando l’aderenza è bassa la macchina deve essere più docile e con un’erogazione di potenza che la renda sicura.
Lo stesso senso di sicurezza si prova anche sul dritto ad alte velocità: tiene perfettamente il suo assetto, puoi lasciarla andare e lei va da sola. Anche sui freni è stato fatto un grande lavoro: la frenata è molto potente, si sente il beneficio dato dalla leggerezza ed è molto stabile ed equilibrata. La cosa bella della frenata è che può essere ben dosata anche se ci si trova nelle condizioni di fare una frenatona per l’inserimento in una curva molto stretta. Idem se ci si deve fermare: la macchina non si scompone, rimane sulle quattro ruote e senti che si ferma.
La verità è che è la F12berlinetta è una macchina divertentissima da guidare, in pista, ma soprattutto sulle stradine dei colli qui attorno a Maranello. Sono strette ed ondulate e ci si diverte moltissimo perché ha un inserimento perfetto, assorbe le sconnessioni senza scomporsi ed ha l’agilità da 8 cilindri a motore centrale. E tutto questo con 740 cavalli! Sono certo che non esista altra auto paragonabile alla Formula1, come la F12berlinetta”.

Pubblicato su The Official Ferrari Magazine n.17 di maggio 2012

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