Il segreto sta nello sviluppo

Le complessissime Formula Uno di oggi racchiudono una miniera di idee. Vince chi più ne sfrutta il potenziale.

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Le complessissime Formula Uno di oggi racchiudono una miniera di idee. Vince chi più ne sfrutta il potenziale.

Senza ombra di dubbio il periodo che precede il primo Gran Premio da qualche anno a questa parte è tra i più affascinanti della stagione. Da quando le prove delle nuove monoposto sono limitate a poche giornate che raggruppano tutte le squadre sulla stessa pista si crea un clima di incertezza su quelle che saranno le reali prestazioni delle vetture delle diverse squadre.
Le variabili che possono usare i team per nascondere il livello reale delle proprie vetture sono tante. Oltre al tipo di gomme, il quantitativo di benzina fa sicuramente la differenza per cui non si capisce mai davvero come sarà lo schieramento di partenza del primo Gran Premio. Lo scorso anno la 150th Italia era sembrata molto promettente e invece la stagione ha dimostrato che gli altri si erano coperti di più. Quest’anno la F2012, così rivoluzionaria e nuova, dà l’impressione di faticare un po’. Qualunque sia la verità c’è una regola dimostrata nelle corse: se una monoposto non sembra essere al massimo l’errore più grande è quello di cercare di cambiarla. E’ il modo più pericoloso per perdere l’opportunità di cercarne il potenziale. Le automobili da corsa sono degli oggetti complicati e sensibili per cui, con i limiti dati dal tempo e dall’incalzare della stagione, è molto più proficuo cercare meglio tra ciò che si ha che provare a cambiare ciò che si è fatto. Ci sono stati tanti esempi nella storia di automobili che sembravano nate con l’affanno e che sono diventate vincenti. Conoscendo il talento e l’impegno degli uomini della Gestione Sportiva sono convinto che con un lavoro metodico e deciso la F2012 saprà sorprendere attraverso il potenziale nascosto di cui certamente dispone.

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