Nell’epoca dei simulatori c’è chi è capace di resistere. Pistunzen è tra questi

Provate a guardare, e automobili di oggi e quelle di cinquant’anni fa: è cambiato tutto. L’unica cosa che nessuno ha il coraggio di cambiare siamo noi pistoni!
È vero che anche noi seguiamo la moda: il taglio più corto, un diverso numero di fasce, ma un bel Pistunzen è sempre un bel Pistunzen indipendentemente dalle epoche. Adesso ci fanno fare degli esercizi in palestra, io chiamo così questi simulatori ipersofisticati dove ci allenano, arrivando a far fare agli altri organi meccanici degli sforzi sovraumani.
La vecchia candela che faceva la sua bella scintilla, ed erano tutti contenti, adesso deve farne tre per ogni scoppio. L’ho trovata molto sciupata ultimamente per questi sforzi. Lo stesso per le valvole che prima potevano protestare dandoci delle belle botte in testa, mentre adesso sono diventate obbidientissime sotto gli ordini dell’elettronica che cambia loro la struttura senza preavviso e senza regole per assecondare i capricci di chi guida. In tutto questo progresso Pistunzen e tutti il suoi fratelli restano un baluardo della tradizione, ma una tradizione che guarda avanti, ci mancherebbe altro!

Che non venisse in mente a qualcuno che crede che i motori silenziosi, fatti con quei rotoli di fili di rame dove c’è l’elettricità, possano pensare di farci fuori.