Usain Bolt: una macchina umana

Usain Bolt con la 599 GTB Fiorano e la 458 Italia

Il corpo umano, si sa, è una macchina. Un insieme perfetto di recettori capace di prestazioni uniche, quasi al limite dell’inverosimile. Usain Bolt, campione olimpico di velocità, ne è testimonianza.

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Le vetture Ferrari sono stabili, affidabili, tecnologicamente all’avanguardia e veloci. La velocità è una caratteristica fondamentale nella produzione del Cavallino Rampante. Ma questo è un dettaglio che il campione Usain Bolt conosce alla perfezione.
Quando arriva a Maranello, il 15 novembre del 2010, è una giornata piovosa. L’asfalto è scivoloso e la nebbia offusca la vista. Due vetture l’attendono, pronte a sfidarlo, a fargli sentire l’ebrezza della velocità, come se lui non ne fosse già abituato.

Un paio di gambe come pneumatici, muscoli perfetti a confronto con cerchi in lega. Sembra quasi assurdo poter fare un paragone. Eppure Usain s’è detto emozionato, ha provato quella sublime paura, quell’eccitazione che solo una Ferrari può dare.

Prima come passeggero, poi come pilota, in compagnia dei collaudatori Dario Benuzzi e Raffaele De Simone, lo sprinter ha completato una manciata di giri di tracciato a bordo della 458 Italia e della 599 GTB Fiorano.
Qualche sbandata controllata sull’asfalto umido e qualche accelerata di pochi secondi sono bastati per farlo emozionare: “Un batticuore diverso da quelli ai quali sono abituato, sono eccitato come un bambino!”.

Non è per niente strano, quindi, che il detentore del record mondiale e medaglia d’oro sui 100 e 200m sia stato sorpreso dalla velocità di una vettura come la 458 Italia: “È un po’ come me, molto reattiva, grintosa!”.
Reattività, grinta, sprint: prerogative del corpo umano e… delle Ferrari.

Pubblicato nel novembre 2010

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